Quando si sente parlare di IOT, Internet of Things, in ambito di progettazione architettonica, capita spesso che in realtà si faccia riferimento ad oggetti e dispositivi appartenenti ad altre categorie tipologiche, forse perché non è del tutto chiaro il senso di questo concetto, la cui identità è maturata negli ultimi anni. Quando ci riferiamo alla IOT, non stiamo parlando di Domotica, o Home automation. Almeno non nel senso tradizionale di questi concetti. E nemmeno di smart objects. Non basta che un oggetto abbia a bordo sensoristica o intelligenza, che sia capace di un certo grado di interattività, per parlare di IOT. Internet of things indica sostanzialmente la capacità di un oggetto di accedere a servizi web per aumentare, o migliorare, le proprie prestazioni. Un oggetto IOT potrebbe non essere smart, potrebbe cioè avere a bordo una capacità di elaborazione minima, e non essere dotato di attuatori ma, tramite servizi internet, potrebbe accedere ad unità di elaborazione remote anche molto potenti, a software estremamente complessi e raffinati, che lo metterebbero in grado di determinare l’azionamento di macchinari sofisticati e potentissimi, anch’essi lontani, in grado di modificare sostanzialmente la caratteristiche di un ambiente.In questo articolo l'autore inquadra questo nuovo paradigma ed identifica le nuove opportunità che esso apre alla disciplina del design. Partendo dalla analisi del fenomeno in generale, esso arriva a descrivere differenti approcci progettuali negli esiti dei primi prodotti approdati al mercato.

Internet of Things Il design di un nuovo modo di abitare

MINCOLELLI, Giuseppe
2015

Abstract

Quando si sente parlare di IOT, Internet of Things, in ambito di progettazione architettonica, capita spesso che in realtà si faccia riferimento ad oggetti e dispositivi appartenenti ad altre categorie tipologiche, forse perché non è del tutto chiaro il senso di questo concetto, la cui identità è maturata negli ultimi anni. Quando ci riferiamo alla IOT, non stiamo parlando di Domotica, o Home automation. Almeno non nel senso tradizionale di questi concetti. E nemmeno di smart objects. Non basta che un oggetto abbia a bordo sensoristica o intelligenza, che sia capace di un certo grado di interattività, per parlare di IOT. Internet of things indica sostanzialmente la capacità di un oggetto di accedere a servizi web per aumentare, o migliorare, le proprie prestazioni. Un oggetto IOT potrebbe non essere smart, potrebbe cioè avere a bordo una capacità di elaborazione minima, e non essere dotato di attuatori ma, tramite servizi internet, potrebbe accedere ad unità di elaborazione remote anche molto potenti, a software estremamente complessi e raffinati, che lo metterebbero in grado di determinare l’azionamento di macchinari sofisticati e potentissimi, anch’essi lontani, in grado di modificare sostanzialmente la caratteristiche di un ambiente.In questo articolo l'autore inquadra questo nuovo paradigma ed identifica le nuove opportunità che esso apre alla disciplina del design. Partendo dalla analisi del fenomeno in generale, esso arriva a descrivere differenti approcci progettuali negli esiti dei primi prodotti approdati al mercato.
2015
Mincolelli, Giuseppe
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/2338800
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