Tradizionalmente ci si è accostati in termini medici alla disabilità, e difficilmente questa è stata oggetto di interesse dal punto di vista sociologico o giuridico. La percezione antica e comune dei disabili, infatti, è stata il più delle volte di rigetto e vergogna: una sorta di visione "retributiva" faceva sì che spesso il disabile venisse considerato come qualcuno che si trovava in una condizione di svantaggio a causa di colpe commesse da lui o dai suoi genitori. Da alcuni decenni si sta assistendo ad un'opera di sensibilizzazione che conduca dal cd. "modello medico" della disabilità ad uno "sociale" - nel quale si interpreta la disabilità come conseguenza di fattori sociali - la cui base concettuale è la distinzione tra "menomazione" (condizione fisica dell'individuo) e "disabilità" (imposta dalla collettività). L'attivismo dei disabili è sorto a metà del ventesimo secolo come risposta alle molteplici restrizioni economiche e sociali che le persone con disabilità subivano nella maggior parte delle società: per i teorici dei cd. Disability Studies, "disabilità" ed "handicap" sono forme di oppressione sociale o addirittura di discriminazione istituzionalizzata, che come tali vanno combattute. Se in Occidente la letteratura sul tema è quasi esclusivamente di area anglosassone e scandinava, si può notare come anche nei Paesi a maggioranza musulmana il tema sia sentito e vi sia una fiorente bibliografia in merito, nella quale è possibile reperire testi che, trattando l'aspetto legislativo, religioso o storico, approfondiscono le cause che conducono all'intersezione tra le diverse categorie della discriminazione, con particolare riferimento alla condizione di donne e bambini.

Islam e disabilità

BERNARDINI, Maria Giulia
2010

Abstract

Tradizionalmente ci si è accostati in termini medici alla disabilità, e difficilmente questa è stata oggetto di interesse dal punto di vista sociologico o giuridico. La percezione antica e comune dei disabili, infatti, è stata il più delle volte di rigetto e vergogna: una sorta di visione "retributiva" faceva sì che spesso il disabile venisse considerato come qualcuno che si trovava in una condizione di svantaggio a causa di colpe commesse da lui o dai suoi genitori. Da alcuni decenni si sta assistendo ad un'opera di sensibilizzazione che conduca dal cd. "modello medico" della disabilità ad uno "sociale" - nel quale si interpreta la disabilità come conseguenza di fattori sociali - la cui base concettuale è la distinzione tra "menomazione" (condizione fisica dell'individuo) e "disabilità" (imposta dalla collettività). L'attivismo dei disabili è sorto a metà del ventesimo secolo come risposta alle molteplici restrizioni economiche e sociali che le persone con disabilità subivano nella maggior parte delle società: per i teorici dei cd. Disability Studies, "disabilità" ed "handicap" sono forme di oppressione sociale o addirittura di discriminazione istituzionalizzata, che come tali vanno combattute. Se in Occidente la letteratura sul tema è quasi esclusivamente di area anglosassone e scandinava, si può notare come anche nei Paesi a maggioranza musulmana il tema sia sentito e vi sia una fiorente bibliografia in merito, nella quale è possibile reperire testi che, trattando l'aspetto legislativo, religioso o storico, approfondiscono le cause che conducono all'intersezione tra le diverse categorie della discriminazione, con particolare riferimento alla condizione di donne e bambini.
islam; disabilità
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