Il commento alla sentenza costituzionale n. 279/2013 permette la messa a fuoco degli strumenti attraverso i quali la magistratura di sorveglianza può (tentare di) reagire all'attuale sovraffollamento carcerario, accertato dalla Corte EDU e dalla stessa Corte costituzionale come strutturale e sistemico. Consente, altresì, una lettura corretta dello statuto costituzionale della pena, rispetto al quale la condizione inumana e degradante delle carceri pone un problema di legalità, da risolversi anche attraverso un provvedimento di clemenza (avallato, nella sua pronuncia, dalla stessa Consulta).

L'Urlo di Munch della magistratura di sorveglianza (statuto costituzionale della pena e sovraffollamento carcerario)

PUGIOTTO, Andrea
2013

Abstract

Il commento alla sentenza costituzionale n. 279/2013 permette la messa a fuoco degli strumenti attraverso i quali la magistratura di sorveglianza può (tentare di) reagire all'attuale sovraffollamento carcerario, accertato dalla Corte EDU e dalla stessa Corte costituzionale come strutturale e sistemico. Consente, altresì, una lettura corretta dello statuto costituzionale della pena, rispetto al quale la condizione inumana e degradante delle carceri pone un problema di legalità, da risolversi anche attraverso un provvedimento di clemenza (avallato, nella sua pronuncia, dalla stessa Consulta).
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