Nell’ambito degli studi interdisciplinari previsti per ottenere maggiori informazioni sull’icona bizantina, è stato programmato il campionamento palinologico e il successivo studio di alcuni campioni per rilevare l’eventuale presenza di pollini e, di conseguenza, poter valutare la componente vegetazionale - ambientale mettendo in evidenza le probabili relazioni esistenti con l’azione e l’attività dell’uomo. Le analisi effettuate hanno permesso di evidenziare la presenza di un apprezzabile contenuto pollinico, particolarmente nel campione prelevato dall’orditura del tessuto nella parte superiore dell’icona, condizione indispensabile per fornire indicazioni relative alla vegetazione che ha prodotto una determinata pioggia pollinica. Sulla base dei reperti rinvenuti, la componente vegetale emersa dagli spettri risulta essere costituita da un buon numero di taxa e, considerando la loro specificità, si può dire che l’icona ha registrato nelle aree circostanti i luoghi in cui si è trovava la presenza di una discreta vegetazione arborea caratterizzata da due distinti gruppi di piante: quelle tipiche del piano basale, rappresentate dal querceto misto e, in sottordine, quelle caratteristiche della vegetazione tipica delle zone mediterranee. In particolare il querceto, presente con valori apprezzabili, indica la permanenza dell’icona in zone tipiche del piano basale, come quello che circonda la città di Venezia, dove l’icona risulta essere stata esposta per alcuni secoli e quello di Treviso, dove l’icona è tuttora custodita. La presenza, in sottordine, di specie tipiche della fascia mediterranea, quali Olivo, Leccio, Cisto, potrebbero invece indicare il soggiorno e/o il passaggio dell’icona per paesi del bacino del Mediterraneo e, potrebbe quindi avvalorare l’ipotesi della provenienza dell’icona da zone del vicino oriente. Si documenta inoltre una discreta concentrazione di pollini appartenenti alle famiglie delle Liliacee e delle Asteroidee, famiglie a cui appartengono numerose piante da fiore come l’astro, l’iris, ecc.; questi pollini potrebbero provenire da offerte votive di tipo floreale fatte all’immagine sacra rappresentata nell’icona. La rilevante concentrazione di specie antropiche indica che l’icona è stata esposta per periodi prolungati in aree caratterizzate da una forte attività legata all’uomo, in particolare l’abbondante percentuale di pollini di cereali (grano, orzo segale) indica un’intensa attività agricola collegata alla loro coltivazione; probabilmente la presenza dei cereali potrebbe testimoniare l’esistenza, nelle vicinanze del luogo di esposizione dell’icona, di edifici in cui essi venivano stoccati per essere lavorati o venduti. Un’ipotesi suggestiva potrebbe essere invece quella che l’icona durante i suoi numerosi spostamenti sia stata trasportata insieme a carichi di cereali. Infine, il rinvenimento di reperti pollinici di numerose piante da frutto (Gelso nero, Noce, diversi tipi di Pruno, ecc.) e di piante ornamentali (Platano, Tasso, ecc.) indica rispettivamente la presenza di orti e di giardini o viali alberati nelle vicinanze dell’ambiente in cui l’icona è stata custodita.

Le indagini palinologiche

MARCHESINI, Marco;MARVELLI, SILVIA;
2002

Abstract

Nell’ambito degli studi interdisciplinari previsti per ottenere maggiori informazioni sull’icona bizantina, è stato programmato il campionamento palinologico e il successivo studio di alcuni campioni per rilevare l’eventuale presenza di pollini e, di conseguenza, poter valutare la componente vegetazionale - ambientale mettendo in evidenza le probabili relazioni esistenti con l’azione e l’attività dell’uomo. Le analisi effettuate hanno permesso di evidenziare la presenza di un apprezzabile contenuto pollinico, particolarmente nel campione prelevato dall’orditura del tessuto nella parte superiore dell’icona, condizione indispensabile per fornire indicazioni relative alla vegetazione che ha prodotto una determinata pioggia pollinica. Sulla base dei reperti rinvenuti, la componente vegetale emersa dagli spettri risulta essere costituita da un buon numero di taxa e, considerando la loro specificità, si può dire che l’icona ha registrato nelle aree circostanti i luoghi in cui si è trovava la presenza di una discreta vegetazione arborea caratterizzata da due distinti gruppi di piante: quelle tipiche del piano basale, rappresentate dal querceto misto e, in sottordine, quelle caratteristiche della vegetazione tipica delle zone mediterranee. In particolare il querceto, presente con valori apprezzabili, indica la permanenza dell’icona in zone tipiche del piano basale, come quello che circonda la città di Venezia, dove l’icona risulta essere stata esposta per alcuni secoli e quello di Treviso, dove l’icona è tuttora custodita. La presenza, in sottordine, di specie tipiche della fascia mediterranea, quali Olivo, Leccio, Cisto, potrebbero invece indicare il soggiorno e/o il passaggio dell’icona per paesi del bacino del Mediterraneo e, potrebbe quindi avvalorare l’ipotesi della provenienza dell’icona da zone del vicino oriente. Si documenta inoltre una discreta concentrazione di pollini appartenenti alle famiglie delle Liliacee e delle Asteroidee, famiglie a cui appartengono numerose piante da fiore come l’astro, l’iris, ecc.; questi pollini potrebbero provenire da offerte votive di tipo floreale fatte all’immagine sacra rappresentata nell’icona. La rilevante concentrazione di specie antropiche indica che l’icona è stata esposta per periodi prolungati in aree caratterizzate da una forte attività legata all’uomo, in particolare l’abbondante percentuale di pollini di cereali (grano, orzo segale) indica un’intensa attività agricola collegata alla loro coltivazione; probabilmente la presenza dei cereali potrebbe testimoniare l’esistenza, nelle vicinanze del luogo di esposizione dell’icona, di edifici in cui essi venivano stoccati per essere lavorati o venduti. Un’ipotesi suggestiva potrebbe essere invece quella che l’icona durante i suoi numerosi spostamenti sia stata trasportata insieme a carichi di cereali. Infine, il rinvenimento di reperti pollinici di numerose piante da frutto (Gelso nero, Noce, diversi tipi di Pruno, ecc.) e di piante ornamentali (Platano, Tasso, ecc.) indica rispettivamente la presenza di orti e di giardini o viali alberati nelle vicinanze dell’ambiente in cui l’icona è stata custodita.
2002
Treviso; analisi palinologiche; Vicino Oriente; Icona Madre di Dio; tessuto
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