anni in merito alle politiche finanziarie dell’impresa, ma quelli dimostratisi più longevi sono associati ad una teoria d’azienda in grado di coordinare tali politiche con le più ampie problematiche aziendali; mentre gli altri, che pure possono aver vissuto momenti di gloria, sono presto o tardi caduti in disuso. Al rapporto tra politiche finanziarie e teorie d’azienda su cui si fondano è dedicato questo lavoro, il cui obiettivo è duplice. Innanzitutto, esaminare la varietà presente nell’analisi della tematica delle politiche finanziarie, la quale risulta sovente appiattita, nella ricerca e nella prassi, sulla scarsa conoscenza dei diversi contributi teorici a monte. Il secondo obiettivo, più rilevante, è quindi quello di rendere esplicita la necessità di collegare le teorie sulle politiche finanziarie con le teorie d’azienda dalle quali discendono. Le politiche finanziarie possono considerarsi ottimali (o soddisfacenti o migliori) solo con riferimento ad una predeterminata concezione dell’impresa. La riscoperta del collegamento di quei modelli finanziari con la teoria d’azienda, nel cui alveo si sviluppano, è volta pertanto a recuperare la necessaria consapevolezza e mettere in guardia dalla loro acritica adozione. Nel volume si analizzano comparativamente cinque concezioni d’azienda, sviluppatesi nell’ambito della teoria neoclassica, della teoria dei costi di agenzia, della teoria dei diritti di proprietà, dell’economia dei costi di transazione e dell’economia aziendale italiana: per ciascuno di tali approcci si individua il nesso genetico e teorico con le politiche finanziarie che ne discendono, discutendo criticamente gli snodi concettuali e le implicazioni in merito ai comportamenti d’impresa.

Teorie d'azienda e politiche finanziarie

MARZO, Giuseppe
2012

Abstract

anni in merito alle politiche finanziarie dell’impresa, ma quelli dimostratisi più longevi sono associati ad una teoria d’azienda in grado di coordinare tali politiche con le più ampie problematiche aziendali; mentre gli altri, che pure possono aver vissuto momenti di gloria, sono presto o tardi caduti in disuso. Al rapporto tra politiche finanziarie e teorie d’azienda su cui si fondano è dedicato questo lavoro, il cui obiettivo è duplice. Innanzitutto, esaminare la varietà presente nell’analisi della tematica delle politiche finanziarie, la quale risulta sovente appiattita, nella ricerca e nella prassi, sulla scarsa conoscenza dei diversi contributi teorici a monte. Il secondo obiettivo, più rilevante, è quindi quello di rendere esplicita la necessità di collegare le teorie sulle politiche finanziarie con le teorie d’azienda dalle quali discendono. Le politiche finanziarie possono considerarsi ottimali (o soddisfacenti o migliori) solo con riferimento ad una predeterminata concezione dell’impresa. La riscoperta del collegamento di quei modelli finanziari con la teoria d’azienda, nel cui alveo si sviluppano, è volta pertanto a recuperare la necessaria consapevolezza e mettere in guardia dalla loro acritica adozione. Nel volume si analizzano comparativamente cinque concezioni d’azienda, sviluppatesi nell’ambito della teoria neoclassica, della teoria dei costi di agenzia, della teoria dei diritti di proprietà, dell’economia dei costi di transazione e dell’economia aziendale italiana: per ciascuno di tali approcci si individua il nesso genetico e teorico con le politiche finanziarie che ne discendono, discutendo criticamente gli snodi concettuali e le implicazioni in merito ai comportamenti d’impresa.
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