Nella primavera del 1348 un evento sconvolse l’Occidente: a causa dell’apertura di nuove rotte commerciali, dopo quasi mille anni, la peste era ritornata in Europa. Le pestilenze si sarebbero susseguite per almeno tre secoli. Frequenti, più o meno gravi, toccarono Ferrara. Tremende furono quelle del 1398, del 1436, del 1483, del 1505 e del 1528. La gravità andò scemando nel 1549, la città ne risultò esente nel 1576, grazie agli editti, pochi casi si registrarono nel 1630. È stata compiuta una ricerca storica sui rimedi adottati nel periodo in Ferrara attraverso il posseduto della Biblioteca Comunale Ariostea sia in libri a stampa, sia in preziosi manoscritti. Il Ricettario medico-cosmetico (sec XV-XVI), manoscritto attribuito solo in parte a Michele Savonarola medico degli Estensi, riporta con una scrittura successiva alla prima cinque ricette (di Mitridate, Romana, Mantovana, della Regina di Polonia, l’olio). Due ricettari, di Zoppino (1510) e di Galieno (1518), riferiscono rimedi, in particolare il secondo (manoscritta) la stessa ricetta della Regina di Polonia. Manardo in testo a stampa (1522) raccomanda non solo il suo Antidoto, ma anche pomi odoriferi preservativi e rimedi curativi. Pur con l’attenzione agli altri rimedi, l’accento del presente lavoro è in particolare focalizzato all’olio di scorpioni. Rinomatissimi all’epoca, tra i tanti, erano quelli di San Bernardino, del GranDuca di Toscana, di Mesue, del Mattioli e ovviamente del Duca di Ferrara. In Savonarola viene citato, senza rivelarne la formula, l’olio di scorpioni di M.o Tommaso da Lucca, speziale prima della Pigna e poi dell’Alicorno in Ferrara. L’olio di scorpioni compare anche in Massa Baptista d’Argenta, come olio di San Bernardino, in coda ad un’opera di dedica ad Ercole d’Este (sec. XV). Ma il vero protagonista è il Castagno (Reggimento contra peste, sec. XVI-XVII varie edizioni) con l’olio del Duca, segretissimo, custodito dal duca stesso. Scorpioni dalle colline bolognesi, vipere, erbe da Venezia: da note di spesa si evince che dovesse essere molto vicino come composizione a quello del Mattioli. Sono comuni in tutti gli scritti le unzioni sul cuore, tempie, polsi, ma soprattutto l’assunzione dell’olio in gocce per os il primo mattino. Yersinia pestis? Il veleno dello scorpione ha attirato l’attenzione dei ricercatori negli ultimi anni, rivelando oltre ad attività antimicrobica (certificata anche per molti altri componenti di ricette contra pestem) altre attività terapeutiche sorprendenti ed inaspettate. Rimedi del passato possono essere fonte di sviluppo di nuovi farmaci?

Scorpioni, Vipere e Coralli alla corte degli Este - Contra pestem

VICENTINI, Chiara Beatrice;MANFREDINI, Stefano
2012

Abstract

Nella primavera del 1348 un evento sconvolse l’Occidente: a causa dell’apertura di nuove rotte commerciali, dopo quasi mille anni, la peste era ritornata in Europa. Le pestilenze si sarebbero susseguite per almeno tre secoli. Frequenti, più o meno gravi, toccarono Ferrara. Tremende furono quelle del 1398, del 1436, del 1483, del 1505 e del 1528. La gravità andò scemando nel 1549, la città ne risultò esente nel 1576, grazie agli editti, pochi casi si registrarono nel 1630. È stata compiuta una ricerca storica sui rimedi adottati nel periodo in Ferrara attraverso il posseduto della Biblioteca Comunale Ariostea sia in libri a stampa, sia in preziosi manoscritti. Il Ricettario medico-cosmetico (sec XV-XVI), manoscritto attribuito solo in parte a Michele Savonarola medico degli Estensi, riporta con una scrittura successiva alla prima cinque ricette (di Mitridate, Romana, Mantovana, della Regina di Polonia, l’olio). Due ricettari, di Zoppino (1510) e di Galieno (1518), riferiscono rimedi, in particolare il secondo (manoscritta) la stessa ricetta della Regina di Polonia. Manardo in testo a stampa (1522) raccomanda non solo il suo Antidoto, ma anche pomi odoriferi preservativi e rimedi curativi. Pur con l’attenzione agli altri rimedi, l’accento del presente lavoro è in particolare focalizzato all’olio di scorpioni. Rinomatissimi all’epoca, tra i tanti, erano quelli di San Bernardino, del GranDuca di Toscana, di Mesue, del Mattioli e ovviamente del Duca di Ferrara. In Savonarola viene citato, senza rivelarne la formula, l’olio di scorpioni di M.o Tommaso da Lucca, speziale prima della Pigna e poi dell’Alicorno in Ferrara. L’olio di scorpioni compare anche in Massa Baptista d’Argenta, come olio di San Bernardino, in coda ad un’opera di dedica ad Ercole d’Este (sec. XV). Ma il vero protagonista è il Castagno (Reggimento contra peste, sec. XVI-XVII varie edizioni) con l’olio del Duca, segretissimo, custodito dal duca stesso. Scorpioni dalle colline bolognesi, vipere, erbe da Venezia: da note di spesa si evince che dovesse essere molto vicino come composizione a quello del Mattioli. Sono comuni in tutti gli scritti le unzioni sul cuore, tempie, polsi, ma soprattutto l’assunzione dell’olio in gocce per os il primo mattino. Yersinia pestis? Il veleno dello scorpione ha attirato l’attenzione dei ricercatori negli ultimi anni, rivelando oltre ad attività antimicrobica (certificata anche per molti altri componenti di ricette contra pestem) altre attività terapeutiche sorprendenti ed inaspettate. Rimedi del passato possono essere fonte di sviluppo di nuovi farmaci?
peste; Estensi; Ferrara; olio scorpioni; storia della farmacia; storia della medicina
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/1737947
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