Lo scopo di questo lavoro è lo studio della composizione di composti organici idrosolubili (water soluble organic compounds, WSOC) presenti nel particolato atmosferico in una zona intorno ad un inceneritore di rifiuti solidi urbani (MWI) vicino a Bologna. Questo studio si inserisce nel progetto MONITER, ideato e gestito da ARPA Emilia Romagna: si tratta di un programma intensivo di monitoraggio ambientale ed epidemiologico con lo scopo di valutare l‟impatto delle emissioni di un MPWI sulla qualità dell‟aria e di stimare il livello di esposizione a sostanze inquinanti della popolazione che vive nelle vicinanze dell‟inceneritore (www.moniter.it). Si sono analizzati campioni di PM2.5 raccolti in due campagne intensive nell‟estate 2008 e nell‟inverno 2009 in 8 siti di monitoraggio, opportunamente scelti per individuare l‟impatto specifico delle emissioni dell‟inceneritore rispetto a quelle di altre sorgenti e del fondo della zona. Sono stati analizzati 18 acidi dicarbossilici e 7 zuccheri, in quanto importanti traccianti chimici che danno informazione sul contributo di sorgenti primarie di emissione o di processi fotochimici secondari che hanno effetto sulla composizione chimica del PM. Il composto più abbondante in entrambe le stagioni è il levoglucosano, in quanto sottoprodotto principale della combustione delle biomasse. Gli acidi dicarbossilici più abbondanti – i termini C3-C9 della serie degli acidi n-alcanoici e l‟acido ftalico – mostrano un evidente andamento stagionale, con concentrazioni più elevate in inverno (concentrazione totale media:60±18 ngm-3) rispetto all‟estate (concentrazione totale media: 23±9 ngm-3). Sulla base delle abbondanze relative dei singoli acidi e dei rapporti diagnostici tra i traccianti, è possibile valutare che in inverno è presente un elevata emissione da sorgenti primarie, quali impianti per produzione di energia, traffico veicolare, combustione di biomasse. In estate, invece, è importante il contributo dei processi fotochimici da precursori antropogenici (acidi adipico e ftalico) e biogenici (acido azelaico). In genere, la variazione spaziale delle concentrazioni non mostra differenze statisticamente significative (livello di probabilità p: 5%) tra i diversi siti indicando che, per quanto riguarda i composti analizzati, il PM presenta una composizione uniforme nella zona studiata e non è individuabile un contributo specifico delle emissioni dall‟inceneritore.

Composizione di composti organici idrosolubili nel particolato atmosferico in una zona intorno ad un inceneritore di rifiuti solidi urbani

PIETROGRANDE, Maria Chiara;BACCO, Dimitri;
2012

Abstract

Lo scopo di questo lavoro è lo studio della composizione di composti organici idrosolubili (water soluble organic compounds, WSOC) presenti nel particolato atmosferico in una zona intorno ad un inceneritore di rifiuti solidi urbani (MWI) vicino a Bologna. Questo studio si inserisce nel progetto MONITER, ideato e gestito da ARPA Emilia Romagna: si tratta di un programma intensivo di monitoraggio ambientale ed epidemiologico con lo scopo di valutare l‟impatto delle emissioni di un MPWI sulla qualità dell‟aria e di stimare il livello di esposizione a sostanze inquinanti della popolazione che vive nelle vicinanze dell‟inceneritore (www.moniter.it). Si sono analizzati campioni di PM2.5 raccolti in due campagne intensive nell‟estate 2008 e nell‟inverno 2009 in 8 siti di monitoraggio, opportunamente scelti per individuare l‟impatto specifico delle emissioni dell‟inceneritore rispetto a quelle di altre sorgenti e del fondo della zona. Sono stati analizzati 18 acidi dicarbossilici e 7 zuccheri, in quanto importanti traccianti chimici che danno informazione sul contributo di sorgenti primarie di emissione o di processi fotochimici secondari che hanno effetto sulla composizione chimica del PM. Il composto più abbondante in entrambe le stagioni è il levoglucosano, in quanto sottoprodotto principale della combustione delle biomasse. Gli acidi dicarbossilici più abbondanti – i termini C3-C9 della serie degli acidi n-alcanoici e l‟acido ftalico – mostrano un evidente andamento stagionale, con concentrazioni più elevate in inverno (concentrazione totale media:60±18 ngm-3) rispetto all‟estate (concentrazione totale media: 23±9 ngm-3). Sulla base delle abbondanze relative dei singoli acidi e dei rapporti diagnostici tra i traccianti, è possibile valutare che in inverno è presente un elevata emissione da sorgenti primarie, quali impianti per produzione di energia, traffico veicolare, combustione di biomasse. In estate, invece, è importante il contributo dei processi fotochimici da precursori antropogenici (acidi adipico e ftalico) e biogenici (acido azelaico). In genere, la variazione spaziale delle concentrazioni non mostra differenze statisticamente significative (livello di probabilità p: 5%) tra i diversi siti indicando che, per quanto riguarda i composti analizzati, il PM presenta una composizione uniforme nella zona studiata e non è individuabile un contributo specifico delle emissioni dall‟inceneritore.
Composti organici idrosolubili; particolato atmosferico; inceneritore di rifiuti solidi urbani
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