La catalogazione dei Beni Culturali è la base di partenza delle attività di tutela, valorizzazione e conservazione del Patrimonio Culturale, poiché pone l’attenzione sul Bene catalogato e stimola l’interesse e il rapporto con la comunità. Nel corso degli anni sono stati stabiliti gli strumenti metodologici e normativi per il rilevamento e la registrazione dei dati, ma il processo di informatizzazione necessario per gestirli e valorizzarli è spesso inadeguato, limitandosi allo sviluppo di semplici database artigianali. Il progetto ha applicato l’utilizzo di una innovativa piattaforma di cloud-computing che consente di realizzare applicazioni di catalogazione conformi agli standard catalografici, di semplice utilizzo ed aperte alla integrazione con sistemi flessibili rispetto alle specifiche esigenze di ciascun museo. La piattaforma, chiamata LiveBase, è stata sviluppata in collaborazione con la startup hi-tech italiana Fhoster utilizzando esclusivamente tecnologie open-source, ed è fruibile da qualsiasi museo come un semplice servizio web dal costo molto contenuto. Nessun hardware da acquistare, nessun software da installare e da aggiornare periodicamente. L’accesso per la compilazione è limitato tramite autenticazione con nome utente e password. LiveBase consente la interrogazione remota dei database ospitati attraverso interfacce e protocolli standard, lasciando a ciascun museo la libertà di realizzare autonomamente un portale web orientato al visitatore occasionale senza l’onere di sviluppare tutta l’infrastruttura necessaria per l’inserimento e la gestione del catalogo da parte del personale interno. La sperimentazione ha coinvolto il Museo Geologico Universitario “Giovanni Capellini” dell’Università di Bologna, che ha utilizzato la piattaforma per l’inserimento dei cataloghi delle collezioni di pesci fossili di Bolca (Vicenza, Eocene medio) nelle schede Beni Naturalistici: Paleontologici (BNP). Rispetto altri database in uso, la piattaforma LiveBase, presenta una maggiore immediatezza di utilizzo da parte dell’utente e consente un più veloce inserimento dei dati ed una più rapida interrogazione degli stessi, nel rispetto degli standard catalografici. La piattaforma è versatile e può essere implementata per gestire documenti per prestiti, acquisizioni, assicurazioni, ed in generale tutta la documentazione legata alla movimentazione delle collezioni. L’architettura aperta di LiveBase consente la realizzazione di motori semantici in grado di eseguire ricerche ed elaborare statistiche su più musei contemporaneamente, e lo sviluppo di agenti software in grado di estrarre automaticamente i dati aggiornati dai database dei singoli musei.

Catalogazione dei Beni Culturali mediante piattaforma web LiveBase (scheda BNP)

BREDA, Marzia;BIANCARDI, Michela;THUN HOHENSTEIN, Ursula
2012

Abstract

La catalogazione dei Beni Culturali è la base di partenza delle attività di tutela, valorizzazione e conservazione del Patrimonio Culturale, poiché pone l’attenzione sul Bene catalogato e stimola l’interesse e il rapporto con la comunità. Nel corso degli anni sono stati stabiliti gli strumenti metodologici e normativi per il rilevamento e la registrazione dei dati, ma il processo di informatizzazione necessario per gestirli e valorizzarli è spesso inadeguato, limitandosi allo sviluppo di semplici database artigianali. Il progetto ha applicato l’utilizzo di una innovativa piattaforma di cloud-computing che consente di realizzare applicazioni di catalogazione conformi agli standard catalografici, di semplice utilizzo ed aperte alla integrazione con sistemi flessibili rispetto alle specifiche esigenze di ciascun museo. La piattaforma, chiamata LiveBase, è stata sviluppata in collaborazione con la startup hi-tech italiana Fhoster utilizzando esclusivamente tecnologie open-source, ed è fruibile da qualsiasi museo come un semplice servizio web dal costo molto contenuto. Nessun hardware da acquistare, nessun software da installare e da aggiornare periodicamente. L’accesso per la compilazione è limitato tramite autenticazione con nome utente e password. LiveBase consente la interrogazione remota dei database ospitati attraverso interfacce e protocolli standard, lasciando a ciascun museo la libertà di realizzare autonomamente un portale web orientato al visitatore occasionale senza l’onere di sviluppare tutta l’infrastruttura necessaria per l’inserimento e la gestione del catalogo da parte del personale interno. La sperimentazione ha coinvolto il Museo Geologico Universitario “Giovanni Capellini” dell’Università di Bologna, che ha utilizzato la piattaforma per l’inserimento dei cataloghi delle collezioni di pesci fossili di Bolca (Vicenza, Eocene medio) nelle schede Beni Naturalistici: Paleontologici (BNP). Rispetto altri database in uso, la piattaforma LiveBase, presenta una maggiore immediatezza di utilizzo da parte dell’utente e consente un più veloce inserimento dei dati ed una più rapida interrogazione degli stessi, nel rispetto degli standard catalografici. La piattaforma è versatile e può essere implementata per gestire documenti per prestiti, acquisizioni, assicurazioni, ed in generale tutta la documentazione legata alla movimentazione delle collezioni. L’architettura aperta di LiveBase consente la realizzazione di motori semantici in grado di eseguire ricerche ed elaborare statistiche su più musei contemporaneamente, e lo sviluppo di agenti software in grado di estrarre automaticamente i dati aggiornati dai database dei singoli musei.
Catalogazione; Beni Culturali; Cloud Computing; Piattaforma web LiveBase; Scheda BNP
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/1693101
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