Uno dei requisiti principali che viene richiesto oggi nella diagnostica di opere d’arte è l’impiego di tecniche di tipo non invasivo e non distruttivo. Lo scopo è quello di caratterizzare i materiali, la tecnica esecutiva e lo stato di conservazione nel rispetto dell’opera sola e irripetibile. Ciò è vero anche per le opere d’arte contemporanea, opere per le quali la scelta dei materiali è un forte mezzo espressivo dell’idea dell’artista. La tecnica, il più delle volte non tradizionale, contribuisce a rendere queste opere uniche. L’uso di materiali insoliti e spesso incompatibili tra loro porta ad un degrado più veloce e difficile da prevedere. A partire quindi da queste premesse la diagnostica su opere contemporanee assume un ruolo di fondamentale importanza. Tra le tecniche non invasive e non distruttive è anche la PIXE (Particle Induced X-ray Emission). La tecnica si basa sulla rivelazione dei raggi X emessi dal campione in seguito all’irraggiamento con un fascio di particelle accelerate. La PIXE permette un’analisi multielementale del campione con tempi di misura di qualche minuto. Proprio questa tecnica è stata impiegata per lo studio di un dipinto su tela di Pier Paolo Pasolini. L’opera è dipinta su entrambi i lati: sul recto è rappresentato un paesaggio e sul verso il ritratto di un giovane. Inoltre, al di sotto del paesaggio è presente un terzo dipinto raffigurante il ritratto di una figura femminile. La presenza di più pitture sovrapposte ha rappresentato nell’analisi di questa opera forse la difficoltà più grande in quanto con la PIXE “tradizionale” non è possibile individuare lo strato pittorico da cui provengono i raggi X caratteristici. Dalle analisi è emerso l’uso di una tecnica non tradizionale da parte di Pasolini e l’impiego di materiali semplici e, in molti casi, di origine organica. I due dipinti (recto e verso) presentano tecniche esecutive diverse. Lo studio di questa opera mette in evidenza vantaggi e limiti della tecnica PIXE; da qui la necessità dell’uso di tecniche diagnostiche complementari che possano aiutare a completare l’analisi di questo dipinto.

PIXE measurements on a painting by Pier Paolo Pasolini

CAFORIO, Lucia Anna;FEDI, Mariaelena;
2012

Abstract

Uno dei requisiti principali che viene richiesto oggi nella diagnostica di opere d’arte è l’impiego di tecniche di tipo non invasivo e non distruttivo. Lo scopo è quello di caratterizzare i materiali, la tecnica esecutiva e lo stato di conservazione nel rispetto dell’opera sola e irripetibile. Ciò è vero anche per le opere d’arte contemporanea, opere per le quali la scelta dei materiali è un forte mezzo espressivo dell’idea dell’artista. La tecnica, il più delle volte non tradizionale, contribuisce a rendere queste opere uniche. L’uso di materiali insoliti e spesso incompatibili tra loro porta ad un degrado più veloce e difficile da prevedere. A partire quindi da queste premesse la diagnostica su opere contemporanee assume un ruolo di fondamentale importanza. Tra le tecniche non invasive e non distruttive è anche la PIXE (Particle Induced X-ray Emission). La tecnica si basa sulla rivelazione dei raggi X emessi dal campione in seguito all’irraggiamento con un fascio di particelle accelerate. La PIXE permette un’analisi multielementale del campione con tempi di misura di qualche minuto. Proprio questa tecnica è stata impiegata per lo studio di un dipinto su tela di Pier Paolo Pasolini. L’opera è dipinta su entrambi i lati: sul recto è rappresentato un paesaggio e sul verso il ritratto di un giovane. Inoltre, al di sotto del paesaggio è presente un terzo dipinto raffigurante il ritratto di una figura femminile. La presenza di più pitture sovrapposte ha rappresentato nell’analisi di questa opera forse la difficoltà più grande in quanto con la PIXE “tradizionale” non è possibile individuare lo strato pittorico da cui provengono i raggi X caratteristici. Dalle analisi è emerso l’uso di una tecnica non tradizionale da parte di Pasolini e l’impiego di materiali semplici e, in molti casi, di origine organica. I due dipinti (recto e verso) presentano tecniche esecutive diverse. Lo studio di questa opera mette in evidenza vantaggi e limiti della tecnica PIXE; da qui la necessità dell’uso di tecniche diagnostiche complementari che possano aiutare a completare l’analisi di questo dipinto.
2012
PIXE; Pasolini
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/1661479
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