Partendo dal presupposto che la comunità per minori per diventare un “ambiente terapeutico globale necessita di uno spazio fisico, affettivo e mentale, dove gli educatori possano essere aiutati e sostenuti nella comprensione di se stessi e dei propri vissuti affettivi (resi costantemente attivi dalla sovrastimolazione emotiva a cui sono sottoposti nelle interazioni con i minori), l’obiettivo del presente contributo è quello di focalizzare l’attenzione su specifici esiti di processi interpretativi derivanti dall’analisi di formazioni/supervisioni cliniche alle equipe educative; contesti nei quali gli educatori hanno necessità di essere costantemente supportati nella capacità di mantenere sempre vigile l’attenzione su una corretta analisi della domanda della richiesta di aiuto di cui l’altro/il minore è portatore. Ponendo pertanto l’accento sulla necessità che la formazione/supervisione clinica sia in grado di restituire all’èquipe educativa precisi elementi di consapevolezza su quali sistemi di alleanza siano attivi nelle interazioni educative e su quali siano i temi dinamico-narrativi che fanno da scenario alle relazioni in comunità, la riflessione che si intende presentare, affronterà uno specifico contenitore semantico che l’esperienza pratica sul campo ha consentito di rilevare come prevalente nei complessi sistemi interattivo-dinamici che intervengono nella relazione educativa, ovvero l’incidenza di precisi modelli rappresentazionali (emotivamente/affettivamente connotati) di famiglia, di genitorialità, di relazione genitoriale, di funzione genitoriale/educativa che, relativamente agli agiti degli educatori, si configurano come codici inconsci che governano, indirizzano e direzionano fortemente (in modo inconsapevole), non solo le interazioni contingenti con i minori, ma anche la stessa strutturazione/organizzazione dei criteri di riferimento su cui impostare i progetti di intervento educativo/relazionale. Nel corso della discussione verranno dunque presentati i più ricorrenti temi narrativi che anni di supervisione hanno consentito di vedere attivi nei sistemi rappresentazionali condivisi da operatori o da intere equipe educative.

Formazione e supervisione alle equipe educative in comunità per minori

BASTIANONI, Paola;TAURINO, Alessandro
2010

Abstract

Partendo dal presupposto che la comunità per minori per diventare un “ambiente terapeutico globale necessita di uno spazio fisico, affettivo e mentale, dove gli educatori possano essere aiutati e sostenuti nella comprensione di se stessi e dei propri vissuti affettivi (resi costantemente attivi dalla sovrastimolazione emotiva a cui sono sottoposti nelle interazioni con i minori), l’obiettivo del presente contributo è quello di focalizzare l’attenzione su specifici esiti di processi interpretativi derivanti dall’analisi di formazioni/supervisioni cliniche alle equipe educative; contesti nei quali gli educatori hanno necessità di essere costantemente supportati nella capacità di mantenere sempre vigile l’attenzione su una corretta analisi della domanda della richiesta di aiuto di cui l’altro/il minore è portatore. Ponendo pertanto l’accento sulla necessità che la formazione/supervisione clinica sia in grado di restituire all’èquipe educativa precisi elementi di consapevolezza su quali sistemi di alleanza siano attivi nelle interazioni educative e su quali siano i temi dinamico-narrativi che fanno da scenario alle relazioni in comunità, la riflessione che si intende presentare, affronterà uno specifico contenitore semantico che l’esperienza pratica sul campo ha consentito di rilevare come prevalente nei complessi sistemi interattivo-dinamici che intervengono nella relazione educativa, ovvero l’incidenza di precisi modelli rappresentazionali (emotivamente/affettivamente connotati) di famiglia, di genitorialità, di relazione genitoriale, di funzione genitoriale/educativa che, relativamente agli agiti degli educatori, si configurano come codici inconsci che governano, indirizzano e direzionano fortemente (in modo inconsapevole), non solo le interazioni contingenti con i minori, ma anche la stessa strutturazione/organizzazione dei criteri di riferimento su cui impostare i progetti di intervento educativo/relazionale. Nel corso della discussione verranno dunque presentati i più ricorrenti temi narrativi che anni di supervisione hanno consentito di vedere attivi nei sistemi rappresentazionali condivisi da operatori o da intere equipe educative.
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