La storia delle più antiche frequentazioni antropiche dei Colli Euganei diventò materia di studio già dal 1888, anno in cui il Prof. Federico Cordenons segnalò la scoperta di manufatti in selce scheggiata risalenti al Paleolitico lungo le pendici del Monte Madonna e del Monte Venda. A questi ritrovamenti seguì un lungo periodo costellato di nuove scoperte, prima da parte del Prof. Raffaello Battaglia, poi dei componenti del Gruppo Grotte di Vicenza “G.Trevisiol”, che attorno agli anni ’60 raccolsero varie schegge a Carbonara e nei pressi di Cortelà. Tali segnalazioni gettarono le basi per ulteriori e fruttuose prospezioni da parte del prof. Camillo Corrain, del gruppo archeologico del Veneto, di G.Zaffanella e infine dell’Università di Ferrara, soprattutto nel settore occidentale del territorio euganeo, in particolare in alcune delle depressioni perieuganee come la Valcalaona e le Valli di Galzignano, sedi di insediamenti ascrivibili alla fase più recente del Paleolitico superiore e al Mesolitico. Segnalati in precedenza dall’Alfonsi nel 1907, questi tratti di pianura conservavano anche testimonianze di più recenti occupazioni antropiche. A tutt’oggi, il quadro di insieme si presenta ancora estremamente frammentario. La mancanza di depositi stratificati accomuna la maggior parte dei siti, interessati quasi sistematicamente da profonde erosioni o intensi processi di alterazione naturale. Da tale situazione si discosta l’area di Monte Versa, dove vari depositi di versante e antichi suoli sepolti costituiscono un’importante fonte di informazioni per la ricostruzione del contesto ecologico al tempo delle frequentazioni paleolitiche. L’abbondante quantità di manufatti litici permette anche di ipotizzare il tipo di attività svolte nel sito da parte dei cacciatori-raccoglitori in un qualche momento durante il Paleolitico medio.

Alle origini del popolamento antropico.

PERESANI, Marco
2005

Abstract

La storia delle più antiche frequentazioni antropiche dei Colli Euganei diventò materia di studio già dal 1888, anno in cui il Prof. Federico Cordenons segnalò la scoperta di manufatti in selce scheggiata risalenti al Paleolitico lungo le pendici del Monte Madonna e del Monte Venda. A questi ritrovamenti seguì un lungo periodo costellato di nuove scoperte, prima da parte del Prof. Raffaello Battaglia, poi dei componenti del Gruppo Grotte di Vicenza “G.Trevisiol”, che attorno agli anni ’60 raccolsero varie schegge a Carbonara e nei pressi di Cortelà. Tali segnalazioni gettarono le basi per ulteriori e fruttuose prospezioni da parte del prof. Camillo Corrain, del gruppo archeologico del Veneto, di G.Zaffanella e infine dell’Università di Ferrara, soprattutto nel settore occidentale del territorio euganeo, in particolare in alcune delle depressioni perieuganee come la Valcalaona e le Valli di Galzignano, sedi di insediamenti ascrivibili alla fase più recente del Paleolitico superiore e al Mesolitico. Segnalati in precedenza dall’Alfonsi nel 1907, questi tratti di pianura conservavano anche testimonianze di più recenti occupazioni antropiche. A tutt’oggi, il quadro di insieme si presenta ancora estremamente frammentario. La mancanza di depositi stratificati accomuna la maggior parte dei siti, interessati quasi sistematicamente da profonde erosioni o intensi processi di alterazione naturale. Da tale situazione si discosta l’area di Monte Versa, dove vari depositi di versante e antichi suoli sepolti costituiscono un’importante fonte di informazioni per la ricostruzione del contesto ecologico al tempo delle frequentazioni paleolitiche. L’abbondante quantità di manufatti litici permette anche di ipotizzare il tipo di attività svolte nel sito da parte dei cacciatori-raccoglitori in un qualche momento durante il Paleolitico medio.
2005
9788883143304
Paleolitico; Mesolitico; insediamento; Colli Euganei
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