Condotto su 23 mq negli anni 1998-2002, lo scavo di Casera Lissandri 17 ha restituito prenuclei, nuclei, vari prodotti e sottoprodotti della scheggiatura, strumenti, armature e residui di lavorazione appartententi a un insieme omogeneo, dove il rapporto strumenti comuni/armature mostra una netta predominanza di queste ultime. Da segnalare, per l’eccezionalità del contesto geografico, il ritrovamento di due manufatti in cristallo di rocca. I nuclei mostrano variabilità nella gestione, finalizzata principalmente alla produzione lamellare su selci locali e importate. Fatta eccezione per le schegge, le lame e le lamelle ritoccate, gli altri tipi di strumenti sono poco rappresentati: grattatoi frontali corti, pochi bulini e raschiatoi, troncature, perforatori e becchi molto corti. Si segnala un coltello a dorso curvo frammentario. Le tracce rinvenute sui margini attivi di questi utensili e di un campione di supporti non ritoccati sono da attribuire ad attività di trattamento della preda e alla trasformazione di materie di origine animale. Tra le armature, i triangoli scaleni e isosceli e i segmenti prevalgono sulle punte a dorso e a due dorsi. I residui di lavorazione sono per la quasi totalità microbulini prossimali, distali e doppi, microbulini a dorso, incavi adiacenti a frattura, ed armature abbandonate in corso di realizzazione. La destinazione funzionale di questi manufatti in attività venatorie è stata confermata dalla presenza di fratture diagnostiche di uno choc da impatto.

Il sito di Casera Lissandri 17 e l’occupazione sauveterriana del versante occidentale di Piancansiglio.

PERESANI, Marco;MIOLO, RICCARDO;ZIGGIOTTI, Sara
2009

Abstract

Condotto su 23 mq negli anni 1998-2002, lo scavo di Casera Lissandri 17 ha restituito prenuclei, nuclei, vari prodotti e sottoprodotti della scheggiatura, strumenti, armature e residui di lavorazione appartententi a un insieme omogeneo, dove il rapporto strumenti comuni/armature mostra una netta predominanza di queste ultime. Da segnalare, per l’eccezionalità del contesto geografico, il ritrovamento di due manufatti in cristallo di rocca. I nuclei mostrano variabilità nella gestione, finalizzata principalmente alla produzione lamellare su selci locali e importate. Fatta eccezione per le schegge, le lame e le lamelle ritoccate, gli altri tipi di strumenti sono poco rappresentati: grattatoi frontali corti, pochi bulini e raschiatoi, troncature, perforatori e becchi molto corti. Si segnala un coltello a dorso curvo frammentario. Le tracce rinvenute sui margini attivi di questi utensili e di un campione di supporti non ritoccati sono da attribuire ad attività di trattamento della preda e alla trasformazione di materie di origine animale. Tra le armature, i triangoli scaleni e isosceli e i segmenti prevalgono sulle punte a dorso e a due dorsi. I residui di lavorazione sono per la quasi totalità microbulini prossimali, distali e doppi, microbulini a dorso, incavi adiacenti a frattura, ed armature abbandonate in corso di realizzazione. La destinazione funzionale di questi manufatti in attività venatorie è stata confermata dalla presenza di fratture diagnostiche di uno choc da impatto.
2009
9788890435904
Mesolitico; Industria litica; Tecnologia; Tracceologia
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