L’Italia è stata un paese di accademie, sia letterarie che scientifiche (Accademia Platonica, Accademia dei Lincei fondata nel 1604, Accademia del Cimento) sorte come società private, basate su accordi di pochi individui, e spesso di vita breve. Nel Settecento, tuttavia, a Bologna, Padova, e Torino furono istituite accademie scientifiche con finanziamento pubblico. Nel periodo napoleonico fu organizzato un Istituto Nazionale che includeva sezioni scientifiche e letterarie e che aveva compiti di consulenza per il governo. Nel 1812 furono creati gli Atenei civici al fine di assorbire le accademie minori delle diverse città coordinandone i lavori. Con l’unità d’Italia, l’attività scientifica della nazione fu affidata agli Istituti Lombardo e Veneto, nei quali si era suddiviso l’istituto Nazionale napoleonico, alla Accademia delle scienze di Torino, alla Società Italiana dei XL, fondata nel XVIII secolo come società privata da Antonio Lorgna, e all’Accademia dei Lincei, rifondata da Papa Pio IX nel 1847. Quest’ultima, divenuta Reale Accademia dei Lincei con il passaggio di Roma al Regno d’Italia, aprì la sezione di scienze morali ispirandosi, sotto la guida di Quintino Sella, all’Institut de France. Tutte queste istituzioni ebbero un ruolo rilevante nel pubblicare i risultati delle ricerche dei matematici italiani nei primi cinquant’anni dell’unità nazionale (1860-1910) e oltre.

Accademie, Istituti, Società scientifiche e ricerca matematica in Italia nel XIX secolo

BORGATO, Maria Teresa;PEPE, Luigi
2011

Abstract

L’Italia è stata un paese di accademie, sia letterarie che scientifiche (Accademia Platonica, Accademia dei Lincei fondata nel 1604, Accademia del Cimento) sorte come società private, basate su accordi di pochi individui, e spesso di vita breve. Nel Settecento, tuttavia, a Bologna, Padova, e Torino furono istituite accademie scientifiche con finanziamento pubblico. Nel periodo napoleonico fu organizzato un Istituto Nazionale che includeva sezioni scientifiche e letterarie e che aveva compiti di consulenza per il governo. Nel 1812 furono creati gli Atenei civici al fine di assorbire le accademie minori delle diverse città coordinandone i lavori. Con l’unità d’Italia, l’attività scientifica della nazione fu affidata agli Istituti Lombardo e Veneto, nei quali si era suddiviso l’istituto Nazionale napoleonico, alla Accademia delle scienze di Torino, alla Società Italiana dei XL, fondata nel XVIII secolo come società privata da Antonio Lorgna, e all’Accademia dei Lincei, rifondata da Papa Pio IX nel 1847. Quest’ultima, divenuta Reale Accademia dei Lincei con il passaggio di Roma al Regno d’Italia, aprì la sezione di scienze morali ispirandosi, sotto la guida di Quintino Sella, all’Institut de France. Tutte queste istituzioni ebbero un ruolo rilevante nel pubblicare i risultati delle ricerche dei matematici italiani nei primi cinquant’anni dell’unità nazionale (1860-1910) e oltre.
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