Il presente articolo descrive sei anni di monitoraggio della fascia dunale tra Lido di Dante e la Foce del torrente Bevano, una delle poche aree naturali della costa dell’Emilia-Romagna. Il monitoraggio ha identificato uno stato di degrado, ormai diventato irreversibile, di circa metà della fascia dunale, che tenderebbe a migrare verso l’entroterra, attualmente occupata da una pineta costiera. I rilievi effettuati hanno identificato che, in seguito alla progressiva riduzione dell’ampiezza della spiaggia a Sud delle opere di protezione di Lido di Dante, durante le mareggiate si osserva il contatto tra l’azione del moto ondoso ed il fronte della duna. Il processo genera una progressiva perdita di quota e la morte dell’ammofileto, esponendo quindi la duna stabilizzata all’azione diretta delle onde e dello spray marino, in seguito all’obliterazione della duna mobile ad essa antistante. Sono stati identificati due meccanismi di erosione della duna, in funzione della quota della cresta al di sopra del l.m.m. e del volume in sezione: erosione del fronte della duna dovuta al crollo del lato esposto verso mare o scavalcamento della cresta e progressiva formazione di morfologie “a collinetta”, che vengono erose lateralmente fino alla loro obliterazione durante eventi di washover. Si pensa che l’indiscriminato accesso dei bagnanti alla spiaggia attraverso i varchi presenti in punti dove il cordone è più basso sia un ulteriore fattore destabilizzante. Nonostante siano stati tentati due ripascimenti della spiaggia (2005 e 2007), il volume di sabbia utilizzato non è probabilmente stato sufficiente per dare respiro al sistema spiaggia-duna nelle zone più critiche, dove ad oggi le dune sono ormai scomparse.

Evoluzione recente del sistema dunale di Lido di Dante-Foce Bevano (Ravenna): fattori naturali ed impatto antropico

CIAVOLA, Paolo;ARMAROLI, Clara
2010

Abstract

Il presente articolo descrive sei anni di monitoraggio della fascia dunale tra Lido di Dante e la Foce del torrente Bevano, una delle poche aree naturali della costa dell’Emilia-Romagna. Il monitoraggio ha identificato uno stato di degrado, ormai diventato irreversibile, di circa metà della fascia dunale, che tenderebbe a migrare verso l’entroterra, attualmente occupata da una pineta costiera. I rilievi effettuati hanno identificato che, in seguito alla progressiva riduzione dell’ampiezza della spiaggia a Sud delle opere di protezione di Lido di Dante, durante le mareggiate si osserva il contatto tra l’azione del moto ondoso ed il fronte della duna. Il processo genera una progressiva perdita di quota e la morte dell’ammofileto, esponendo quindi la duna stabilizzata all’azione diretta delle onde e dello spray marino, in seguito all’obliterazione della duna mobile ad essa antistante. Sono stati identificati due meccanismi di erosione della duna, in funzione della quota della cresta al di sopra del l.m.m. e del volume in sezione: erosione del fronte della duna dovuta al crollo del lato esposto verso mare o scavalcamento della cresta e progressiva formazione di morfologie “a collinetta”, che vengono erose lateralmente fino alla loro obliterazione durante eventi di washover. Si pensa che l’indiscriminato accesso dei bagnanti alla spiaggia attraverso i varchi presenti in punti dove il cordone è più basso sia un ulteriore fattore destabilizzante. Nonostante siano stati tentati due ripascimenti della spiaggia (2005 e 2007), il volume di sabbia utilizzato non è probabilmente stato sufficiente per dare respiro al sistema spiaggia-duna nelle zone più critiche, dove ad oggi le dune sono ormai scomparse.
2010
Ciavola, Paolo; Armaroli, Clara
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