Scopo: Nel soggetto anziano la presenza di anemia è stata associata a numerosi eventi negativi quali declino funzionale, disabilità, cadute e un aumentato rischio di morte. La prevalenza di anemia aumenta all’aumentare dell’età ed è particolarmente elevata nei soggetti ricoverati in ospedale dove oltre il 40% dei soggetti con età superiore o uguale a 65 anni è affetto da questa condizione1. Molti studi hanno valutato il ruolo prognostico dell’anemia nel paziente residente in comunità2 ma pochi studi sono stati effettuati sul paziente ricoverato in ospedale. In questo studio abbiamo valutato il significato prognostico della presenza di anemia al momento del ricovero in termini di declino funzionale nelle attività di base del vivere quotidiano (ADL), e probabilità di nuovo ricovero in ospedale o morte nei 12 mesi dopo la dimissione da un reparto ospedaliero per acuti. Materiali e metodi: Sono stati arruolati 92 pazienti di età superiore a 65 anni ricoverati per patologia medica acuta presso la nostra unità operativa; requisiti essenziali erano l’assenza di un grave deterioramento cognitivo (MMSE>18) e la capacità di deambulare autonomamente3. La presenza di anemia è stata definita, in accordo con i criteri dell’OMS, come valori di emoglobina < 12 g/dl per le donne e < 13 per gli uomini rispettivamente. I pazienti sono stati intervistati telefonicamente a 3, 6, 9 e 12 mesi dopo la dimissione per ottenere informazioni sul livello di autonomia nelle ADL, su eventuali nuove ospedalizzazioni e sullo stato vitale. Ad ogni intervista è stato calcolato un punteggio complessivo di disabilità nelle ADL. L’analisi statistica è stata effettuata con regressione per misure ripetute (random-effects regression model) e regressione logistica multivariata Risultati: L’età media del campione era di 77.7 (6.6) anni; il 48.9% erano donne e la prevalenza di anemia era 47.8% (rispettivamente il 44.4% delle donne e il 51% degli uomini). Sia il livello di emoglobina (p=0.022) che la presenza di anemia (p=0.007) al momento all’ingresso in reparto erano significativamente correlate al declino dell’autonomia funzionale nelle ADL nel corso del follow-up, anche dopo aggiustamento per età, sesso, scolarità, stato cognitivo, indice di massa corporea, comorbilità e disabilità nelle ADL prima del ricovero. Nei 12 mesi dopo la dimissione 48 pazienti (55.8%) sono stati nuovamente ricoverati in ospedale, mentre 11 pazienti (12.8%) sono deceduti. All’analisi multivariata i pazienti con anemia avevano un rischio doppio [OR 2.12 IC 95% (1.08-4.08)] di essere nuovamente ricoverati in ospedale e il rischio aumentava ulteriormente per l’ ”outcome” combinato ri-ospedalizzazione/morte [OR 2.38 IC 95% (1.25-4.54)]. Conclusioni: Nei soggetti anziani ricoverati in ospedale i valori di emoglobina e la presenza di anemia sono indipendentemente associati al rischio di declino funzionale e ad un aumentata probabilità di riospedalizzazione o morte nei 12 mesi successivi alla dimissione. Anche nel paziente anziano acuto il valore dell’emoglobina può essere quindi utilizzato come utile strumento prognostico a lungo termine.

SIGNIFICATO PROGNOSTICO A LUNGO TERMINE DELL’ANEMIA IN SOGGETTI ANZIANI OSPEDALIZZATI PER EVENTO MEDICO ACUTO

SIOULIS, Fotini;ROSSI, Laura;FELLIN, Renato;VOLPATO, Stefano
2009

Abstract

Scopo: Nel soggetto anziano la presenza di anemia è stata associata a numerosi eventi negativi quali declino funzionale, disabilità, cadute e un aumentato rischio di morte. La prevalenza di anemia aumenta all’aumentare dell’età ed è particolarmente elevata nei soggetti ricoverati in ospedale dove oltre il 40% dei soggetti con età superiore o uguale a 65 anni è affetto da questa condizione1. Molti studi hanno valutato il ruolo prognostico dell’anemia nel paziente residente in comunità2 ma pochi studi sono stati effettuati sul paziente ricoverato in ospedale. In questo studio abbiamo valutato il significato prognostico della presenza di anemia al momento del ricovero in termini di declino funzionale nelle attività di base del vivere quotidiano (ADL), e probabilità di nuovo ricovero in ospedale o morte nei 12 mesi dopo la dimissione da un reparto ospedaliero per acuti. Materiali e metodi: Sono stati arruolati 92 pazienti di età superiore a 65 anni ricoverati per patologia medica acuta presso la nostra unità operativa; requisiti essenziali erano l’assenza di un grave deterioramento cognitivo (MMSE>18) e la capacità di deambulare autonomamente3. La presenza di anemia è stata definita, in accordo con i criteri dell’OMS, come valori di emoglobina < 12 g/dl per le donne e < 13 per gli uomini rispettivamente. I pazienti sono stati intervistati telefonicamente a 3, 6, 9 e 12 mesi dopo la dimissione per ottenere informazioni sul livello di autonomia nelle ADL, su eventuali nuove ospedalizzazioni e sullo stato vitale. Ad ogni intervista è stato calcolato un punteggio complessivo di disabilità nelle ADL. L’analisi statistica è stata effettuata con regressione per misure ripetute (random-effects regression model) e regressione logistica multivariata Risultati: L’età media del campione era di 77.7 (6.6) anni; il 48.9% erano donne e la prevalenza di anemia era 47.8% (rispettivamente il 44.4% delle donne e il 51% degli uomini). Sia il livello di emoglobina (p=0.022) che la presenza di anemia (p=0.007) al momento all’ingresso in reparto erano significativamente correlate al declino dell’autonomia funzionale nelle ADL nel corso del follow-up, anche dopo aggiustamento per età, sesso, scolarità, stato cognitivo, indice di massa corporea, comorbilità e disabilità nelle ADL prima del ricovero. Nei 12 mesi dopo la dimissione 48 pazienti (55.8%) sono stati nuovamente ricoverati in ospedale, mentre 11 pazienti (12.8%) sono deceduti. All’analisi multivariata i pazienti con anemia avevano un rischio doppio [OR 2.12 IC 95% (1.08-4.08)] di essere nuovamente ricoverati in ospedale e il rischio aumentava ulteriormente per l’ ”outcome” combinato ri-ospedalizzazione/morte [OR 2.38 IC 95% (1.25-4.54)]. Conclusioni: Nei soggetti anziani ricoverati in ospedale i valori di emoglobina e la presenza di anemia sono indipendentemente associati al rischio di declino funzionale e ad un aumentata probabilità di riospedalizzazione o morte nei 12 mesi successivi alla dimissione. Anche nel paziente anziano acuto il valore dell’emoglobina può essere quindi utilizzato come utile strumento prognostico a lungo termine.
ANEMIA; OSPEDALE; ANZIANI; GERIATRIA
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/1380675
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