Il contributo prende in esame il mito di Orfeo e la sua iconografia nelle esperienze artistiche prodottesi tra gli anni Trenta e Quaranta del Ventesimo secolo in Italia ed in Europa. Esso è analizzato guardando in particolare agli interpreti per i quali tale rivisitazione corrisponde al recupero di una vitalità primigenia, manifestata attraverso l’accentazione del tema del primordio. In tal senso sono prese in considerazione le personalità di Corrado Cagli, di Mirko ed Afro Basaldella le cui poetiche, in aperta polemica con l’arcaismo novecentesco, convergono nella riscoperta di un’ ‘origine’, un rinnovamento creativo del tutto aperto alla realtà del proprio tempo. A questo scandaglio nell’interiorità attraverso l’assunzione di immagine mitiche, lo scritto pone dunque attenzione, registrando peraltro al suo interno diversi possibili raffronti con esperienze coeve nelle quali si trova traccia del cantore di Tracia. È un confronto che si nutre del dialogo con le opere di André Masson, Alberto Martini, Alberto Savinio, Ossip Zadkine fino a Picasso per il quale l’immagine di Orfeo si relaziona strettamente alla riassunzione classicista attraversata nelle ciclo delle Metamorfosi di Ovidio. Un’interpretazione del mito quest’ultima accolta in una prospettiva di levitante energia, in un’accezione dionisiaca tesa tra le opposte tensioni della vita e della morte.

Classicismo e mitologia nelle esperienze artistiche tra gli anni Trenta e Quaranta : la figura di Orfeo

FIORILLO, Ada Patrizia
2009

Abstract

Il contributo prende in esame il mito di Orfeo e la sua iconografia nelle esperienze artistiche prodottesi tra gli anni Trenta e Quaranta del Ventesimo secolo in Italia ed in Europa. Esso è analizzato guardando in particolare agli interpreti per i quali tale rivisitazione corrisponde al recupero di una vitalità primigenia, manifestata attraverso l’accentazione del tema del primordio. In tal senso sono prese in considerazione le personalità di Corrado Cagli, di Mirko ed Afro Basaldella le cui poetiche, in aperta polemica con l’arcaismo novecentesco, convergono nella riscoperta di un’ ‘origine’, un rinnovamento creativo del tutto aperto alla realtà del proprio tempo. A questo scandaglio nell’interiorità attraverso l’assunzione di immagine mitiche, lo scritto pone dunque attenzione, registrando peraltro al suo interno diversi possibili raffronti con esperienze coeve nelle quali si trova traccia del cantore di Tracia. È un confronto che si nutre del dialogo con le opere di André Masson, Alberto Martini, Alberto Savinio, Ossip Zadkine fino a Picasso per il quale l’immagine di Orfeo si relaziona strettamente alla riassunzione classicista attraversata nelle ciclo delle Metamorfosi di Ovidio. Un’interpretazione del mito quest’ultima accolta in una prospettiva di levitante energia, in un’accezione dionisiaca tesa tra le opposte tensioni della vita e della morte.
2009
9788896463017
Favola; Orfeo
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