La comunicazione verbale all’interno delle aule scolastiche è il mezzo fondamentale attraverso cui avviene l’apprendimento; la presenza di un elevato rumore di fondo o di riverberazione degrada la trasmissione del segnale, incidendo negativamente sulle pre-stazioni scolastiche e sullo sviluppo dei processi cognitivi dei bambini. Occorre quindi caratterizzare acusticamente gli ambienti scolastici e definire con precisione i requisiti ad essi richiesti sia basandosi su parametri di tipo oggettivo (STI, U50, C50…) sia utilizzando metodologie soggettive, legate a test di tipo psico-acustico. In particolare, negli ultimi anni, sono stati condotti diversi studi basati su test di ascolto eseguiti in ambiente controllato, dove, tramite un sistema di altoparlanti oppor-tunamente pilotati, è possibile definire in maniera “esatta” le caratteristiche del campo acustico indagato (ritardo nelle riflessioni, tempo di riverberazione e livello del rumore di fondo). I risultati sono stati ottenuti sia in termini di intelligibilità (e fonti di disturbo che determinano una riduzione della stessa) che di difficoltà di ascolto, basandosi però su rumori di fondo che non riproducono le reali condizioni dell’ambiente indagato. Nel presente lavoro vengono illustrati i risultati di un test di ascolto eseguito sia su bambini che su adulti simulando in laboratorio il campo acustico di un’aula scolastica prima e dopo il trattamento acustico, in presenza di un rumore di fondo “reale”, legato al chiacchierio dei bambini durante l’attività didattica. I risultati sono stati espressi in termini di intelligibilità, di difficoltà di ascolto (al fine di indagare la possibilità di sostituire questo parametro all’intelligibilità, in quanto maggiormente sensi-bile alle caratteristiche del campo acustico) e di impiego di risorse di tipo psico-fisico (attraverso l’acquisizione dei tempi di risposta).

Test di intelligibilità, difficoltà e tempo di risposta in un ambiente scolastico auralizzato

PRODI, Nicola;FARNETANI, Andrea;VISENTIN, Chiara;POMPOLI, Roberto
2009

Abstract

La comunicazione verbale all’interno delle aule scolastiche è il mezzo fondamentale attraverso cui avviene l’apprendimento; la presenza di un elevato rumore di fondo o di riverberazione degrada la trasmissione del segnale, incidendo negativamente sulle pre-stazioni scolastiche e sullo sviluppo dei processi cognitivi dei bambini. Occorre quindi caratterizzare acusticamente gli ambienti scolastici e definire con precisione i requisiti ad essi richiesti sia basandosi su parametri di tipo oggettivo (STI, U50, C50…) sia utilizzando metodologie soggettive, legate a test di tipo psico-acustico. In particolare, negli ultimi anni, sono stati condotti diversi studi basati su test di ascolto eseguiti in ambiente controllato, dove, tramite un sistema di altoparlanti oppor-tunamente pilotati, è possibile definire in maniera “esatta” le caratteristiche del campo acustico indagato (ritardo nelle riflessioni, tempo di riverberazione e livello del rumore di fondo). I risultati sono stati ottenuti sia in termini di intelligibilità (e fonti di disturbo che determinano una riduzione della stessa) che di difficoltà di ascolto, basandosi però su rumori di fondo che non riproducono le reali condizioni dell’ambiente indagato. Nel presente lavoro vengono illustrati i risultati di un test di ascolto eseguito sia su bambini che su adulti simulando in laboratorio il campo acustico di un’aula scolastica prima e dopo il trattamento acustico, in presenza di un rumore di fondo “reale”, legato al chiacchierio dei bambini durante l’attività didattica. I risultati sono stati espressi in termini di intelligibilità, di difficoltà di ascolto (al fine di indagare la possibilità di sostituire questo parametro all’intelligibilità, in quanto maggiormente sensi-bile alle caratteristiche del campo acustico) e di impiego di risorse di tipo psico-fisico (attraverso l’acquisizione dei tempi di risposta).
9788888942289
acustica
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