In questo progetto si è tentato di verificare la coerenza e l’operatività di un principio, che è tanto semplice e chiaro, quanto difficile da attuare: progetto urbano e progetto archeologico possono trarre sostegno l’uno dall’altro, possono interagire strettamente, non solo a livello teorico e accademico, ma nel cuore dei processi di trasformazione della città antica. Le teorie relative alla struttura della città per parti e le attenzioni prestate dalla cultura architettonica alle questioni dell’archeologia e del progetto urbano costituiscono indubbiamente un patrimonio culturale italiano che non deve andare disperso, ma che si confronta con un’archeologia che è sempre più luogo per specialisti, dove il progetto urbano quanto il progetto architettonico non trovano spazio sufficiente per portare contributi originali. Il progetto per la sistemazione dell’area archeologica di Atene rifiuta i grandi gesti architettonici attraverso i quali integrare l’area archeologica alla città semplicemente aprendola al pubblico, ma praticando la strada più difficile legata alla puntuale considerazione degli usi – permanenti e temporanei – dello spazio pubblico e dei piani terreni degli edifici, dedicata alla lettura dello spazio pubblico del periodo classico che contempli la protezione dei resti e delle fondamenta delle rovine all’interno di “percorsi pedagogici”, da definire con gli archeologi e gli storici in un lavoro marcatamente interdisciplinare. Nel lavoro di Tsiomis, la “topografia storica” assume così non solo un valore archeologico, ma anche un valore urbano, in grado di determinare una possibile relazione tra realtà trans-storiche.

Yannis Tsiomis. Progetto urbano per l’Agora Atene

MASSARENTE, Alessandro
2002

Abstract

In questo progetto si è tentato di verificare la coerenza e l’operatività di un principio, che è tanto semplice e chiaro, quanto difficile da attuare: progetto urbano e progetto archeologico possono trarre sostegno l’uno dall’altro, possono interagire strettamente, non solo a livello teorico e accademico, ma nel cuore dei processi di trasformazione della città antica. Le teorie relative alla struttura della città per parti e le attenzioni prestate dalla cultura architettonica alle questioni dell’archeologia e del progetto urbano costituiscono indubbiamente un patrimonio culturale italiano che non deve andare disperso, ma che si confronta con un’archeologia che è sempre più luogo per specialisti, dove il progetto urbano quanto il progetto architettonico non trovano spazio sufficiente per portare contributi originali. Il progetto per la sistemazione dell’area archeologica di Atene rifiuta i grandi gesti architettonici attraverso i quali integrare l’area archeologica alla città semplicemente aprendola al pubblico, ma praticando la strada più difficile legata alla puntuale considerazione degli usi – permanenti e temporanei – dello spazio pubblico e dei piani terreni degli edifici, dedicata alla lettura dello spazio pubblico del periodo classico che contempli la protezione dei resti e delle fondamenta delle rovine all’interno di “percorsi pedagogici”, da definire con gli archeologi e gli storici in un lavoro marcatamente interdisciplinare. Nel lavoro di Tsiomis, la “topografia storica” assume così non solo un valore archeologico, ma anche un valore urbano, in grado di determinare una possibile relazione tra realtà trans-storiche.
Massarente, Alessandro
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/1206054
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