SOMMARIO: Sez. II Tecnica normativa e principio di legalità nella costruzione dei reati ambientali: 1. La classificazione dei reati ambientali sotto il profilo della legalità: uno schema d’analisi. - 2. La tecnica del rinvio ed il fenomeno della scissione testuale tra precetto e sanzione. - 2.1. Il rinvio a enunciati normativi di pari grado ed il rinvio interno alla stessa legge. Riflessioni in tema di determinatezza e conoscibilità del divieto penale. - 2.2. Il rinvio c.d. a catena a fonti subordinate. L’eterointegrazione della norma penale sotto il profilo della riserva di legge. - 3. Le fattispecie incentrate sulla violazione dei limiti tabellari. - 3.1. I limiti tabellari fissati da fonti primarie ed il problema del loro aggiornamento alla luce del rapporto tra le fonti di produzione. - 3.2. La determinazione dei limiti tabellari ad opera di fonti subordinate: ambiti e condizioni della specificazione consentita dal principio di legalità. - 4. L’ancoraggio della tipicità penale all’assenza del provvedimento autorizzativo amministrativo prescritto per lo svolgimento di un’attività pericolosa per l’ambiente: il ruolo dell’atto amministrativo nella struttura della fattispecie e il principio di legalità. - 5. I reati ambientali che consistono nella violazione del contenuto prescrittivo di un provvedimento amministrativo. Il modello ingiunzionale e la riserva di legge. - 6. L’integrazione della fattispecie ambientale ad opera di fonti comunitarie e istanze di legalità. — Sez. II. La classificazione dei reati ambientali sotto il profilo dell’offensività: 7. L’anticipazione della tutela come tecnica «privilegiata» di costruzione delle fattispecie incriminatrici tra tutela di funzioni amministrative e tutela «mediata» di beni giuridici «finali». - 8. La compatibilità delle tecniche di tutela utilizzate con il principio di offensività: dall’insufficienza di un inquadramento unitario alla necessità di un’impostazione differenziata. - 9. Una prima condizione di compatibilità delle tecniche di anticipazione della tutela penale con il principio di offensività: la tipizzazione di condotte «inosservanti» che presentino un pregiudizio potenziale per il bene giuridico finale. - 9.1. Le altre condizioni di legittimità dei reati di pericolo astratto. Il rango del bene finale tutelato. - 9.2. Le difficoltà di accertamento del nesso causale tra determinate condotte e la creazione di una situazione di pericolo effettivo per il bene tutelato. - 9.3. L’adeguata tipizzazione della condotta intrinsecamente pericolosa. - 10. I rischi connessi alla possibile sussistenza di uno scarto tra conformità al tipo e reale pericolosità della condotta per il bene tutelato. - 10.1. Le possibili soluzioni. L’applicazione del principio di offensività come canone ermeneutico. - 10.2. La valorizzazione della pregnanza semantica del materiale linguistico utilizzato nella costruzione della norma. - 10.3. L’influenza della cornice empirico-criminologica della fattispecie. - 10.4. L’inversione dell’onere della prova. - 10.5. La conversione del pericolo astratto in pericolo concreto. - 11. Considerazioni conclusive ed individuazione di possibili direttrici di riforma

Il difficile equilibrio tra legalità ed offensività nella tutela penale dell'ambiente

BERNASCONI, Costanza
2003

Abstract

SOMMARIO: Sez. II Tecnica normativa e principio di legalità nella costruzione dei reati ambientali: 1. La classificazione dei reati ambientali sotto il profilo della legalità: uno schema d’analisi. - 2. La tecnica del rinvio ed il fenomeno della scissione testuale tra precetto e sanzione. - 2.1. Il rinvio a enunciati normativi di pari grado ed il rinvio interno alla stessa legge. Riflessioni in tema di determinatezza e conoscibilità del divieto penale. - 2.2. Il rinvio c.d. a catena a fonti subordinate. L’eterointegrazione della norma penale sotto il profilo della riserva di legge. - 3. Le fattispecie incentrate sulla violazione dei limiti tabellari. - 3.1. I limiti tabellari fissati da fonti primarie ed il problema del loro aggiornamento alla luce del rapporto tra le fonti di produzione. - 3.2. La determinazione dei limiti tabellari ad opera di fonti subordinate: ambiti e condizioni della specificazione consentita dal principio di legalità. - 4. L’ancoraggio della tipicità penale all’assenza del provvedimento autorizzativo amministrativo prescritto per lo svolgimento di un’attività pericolosa per l’ambiente: il ruolo dell’atto amministrativo nella struttura della fattispecie e il principio di legalità. - 5. I reati ambientali che consistono nella violazione del contenuto prescrittivo di un provvedimento amministrativo. Il modello ingiunzionale e la riserva di legge. - 6. L’integrazione della fattispecie ambientale ad opera di fonti comunitarie e istanze di legalità. — Sez. II. La classificazione dei reati ambientali sotto il profilo dell’offensività: 7. L’anticipazione della tutela come tecnica «privilegiata» di costruzione delle fattispecie incriminatrici tra tutela di funzioni amministrative e tutela «mediata» di beni giuridici «finali». - 8. La compatibilità delle tecniche di tutela utilizzate con il principio di offensività: dall’insufficienza di un inquadramento unitario alla necessità di un’impostazione differenziata. - 9. Una prima condizione di compatibilità delle tecniche di anticipazione della tutela penale con il principio di offensività: la tipizzazione di condotte «inosservanti» che presentino un pregiudizio potenziale per il bene giuridico finale. - 9.1. Le altre condizioni di legittimità dei reati di pericolo astratto. Il rango del bene finale tutelato. - 9.2. Le difficoltà di accertamento del nesso causale tra determinate condotte e la creazione di una situazione di pericolo effettivo per il bene tutelato. - 9.3. L’adeguata tipizzazione della condotta intrinsecamente pericolosa. - 10. I rischi connessi alla possibile sussistenza di uno scarto tra conformità al tipo e reale pericolosità della condotta per il bene tutelato. - 10.1. Le possibili soluzioni. L’applicazione del principio di offensività come canone ermeneutico. - 10.2. La valorizzazione della pregnanza semantica del materiale linguistico utilizzato nella costruzione della norma. - 10.3. L’influenza della cornice empirico-criminologica della fattispecie. - 10.4. L’inversione dell’onere della prova. - 10.5. La conversione del pericolo astratto in pericolo concreto. - 11. Considerazioni conclusive ed individuazione di possibili direttrici di riforma
Bernasconi, Costanza
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11392/1197647
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