Il progetto qui presentato nasce dalla scelta dei Comuni dell’ex distretto Socio Sanitario di San Giorgio di Piano (BO) di promuovere azioni per lo sviluppo della partecipazione dei bambini e dei ragazzi alla progettazione degli spazi urbani attraverso il finanziamento della L 285/97. Il Comune di San Pietro in Casale ha svolto il ruolo di coordinamento e di gestione amministrativa della fase di ricerca azione. L’incarico, affidato a CAMINA, nel frattempo diventata Associazione nazionale è stato da questa condiviso con la Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara. L’approccio pedagogico e l’esperienza metaprogettuale Il progetto/ricerca dei “Dodici Comuni” ha rappresentato un’occasione di applicabilità del percorso formativo degli studenti del Laboratorio interdisciplinare “Urban Size” del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara. Fare interagire ricerca e formazione a diversi livelli e trasformarle in casi applicativi e direttamente operativi attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni locali e delle strutture del territorio non è sempre facile. Quando CAMINA ci ha proposto di collaborare alla promozione di progetti tesi ad uno sviluppo sostenibile dell’ambiente urbano con i dodici Comuni dell’ex Distretto Socio Sanitario di San Giorgio di Piano (Argelato, Baricella, Bentivoglio, Castel Maggiore, Castello d’Argile, Galliera, Granarolo, Malalbergo, Minerbio, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale) abbiamo subito compreso come quest’opportunità potesse essere strategica nel rappresentare un primo caso regionale di grande interesse. I diversi livelli di partenza delle singole azioni nei Comuni, la diversa tipologia dei siti oggetto di interesse, la molteplicità dei riferimenti amministrativi e, al tempo stesso, la necessità di coordinamento degli interventi tra di loro in un continuo sforzo di formazione permanente, hanno creato un panorama ricchissimo di relazioni, necessità operative, proposte. La formazione degli studenti coinvolti nella ricerca-azione sui temi della partecipazione e dell’uso della città da parte delle categorie deboli era stata raffinata e precisata dalla frequenza al seminario “La città percorsa” organizzato dalla Facoltà di Architettura di Ferrara nell’ambito del curricolo formativo del quarto anno del corso di laurea. Tale area professionalizzante ha trovato nel progetto un immediato campo di sperimentazione, in particolare nella fase dei laboratori creativi nelle scuole. I laboratori cerativi e di progettazione, fortemente differenziati in quanto ad età, scuola e organizzazione degli stessi, hanno costituito un banco di prova della stretta connessione operativa tra un approccio pedagogico esperienziale, basato sulla ricerca di nuove e integrate modalità espressive, e le competenze tecniche degli operatori. Una pedagogia della scoperta che ha visto, nella forte variabilità dei casi di intervento, la necessità di applicare una metodologia situazionale, continuamente bisognosa di accomodamenti, confronti, scambi di opinioni. L’architetto educatore è la figura, spiazzante sul piano epistemologico, che i bambini hanno incontrato nei laboratori: giovane professionista in formazione in grado di proporre soluzioni sul piano tecnico e, al contempo, di far misurare lo spazio a braccia, di annusarlo, di farlo percepire ad occhi chiusi, ascoltandone i rumori o giocando a disorientarsi, di far raccogliere materiali da riciclare e costruire plastici inaspettati.

12 colori per 12 comuni. Un’esperienza integrata di progettazione partecipata nei Comuni dell’ex distretto socio sanitario di San Giorgio in Piano

BALZANI, Marcello;
2006

Abstract

Il progetto qui presentato nasce dalla scelta dei Comuni dell’ex distretto Socio Sanitario di San Giorgio di Piano (BO) di promuovere azioni per lo sviluppo della partecipazione dei bambini e dei ragazzi alla progettazione degli spazi urbani attraverso il finanziamento della L 285/97. Il Comune di San Pietro in Casale ha svolto il ruolo di coordinamento e di gestione amministrativa della fase di ricerca azione. L’incarico, affidato a CAMINA, nel frattempo diventata Associazione nazionale è stato da questa condiviso con la Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara. L’approccio pedagogico e l’esperienza metaprogettuale Il progetto/ricerca dei “Dodici Comuni” ha rappresentato un’occasione di applicabilità del percorso formativo degli studenti del Laboratorio interdisciplinare “Urban Size” del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara. Fare interagire ricerca e formazione a diversi livelli e trasformarle in casi applicativi e direttamente operativi attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni locali e delle strutture del territorio non è sempre facile. Quando CAMINA ci ha proposto di collaborare alla promozione di progetti tesi ad uno sviluppo sostenibile dell’ambiente urbano con i dodici Comuni dell’ex Distretto Socio Sanitario di San Giorgio di Piano (Argelato, Baricella, Bentivoglio, Castel Maggiore, Castello d’Argile, Galliera, Granarolo, Malalbergo, Minerbio, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale) abbiamo subito compreso come quest’opportunità potesse essere strategica nel rappresentare un primo caso regionale di grande interesse. I diversi livelli di partenza delle singole azioni nei Comuni, la diversa tipologia dei siti oggetto di interesse, la molteplicità dei riferimenti amministrativi e, al tempo stesso, la necessità di coordinamento degli interventi tra di loro in un continuo sforzo di formazione permanente, hanno creato un panorama ricchissimo di relazioni, necessità operative, proposte. La formazione degli studenti coinvolti nella ricerca-azione sui temi della partecipazione e dell’uso della città da parte delle categorie deboli era stata raffinata e precisata dalla frequenza al seminario “La città percorsa” organizzato dalla Facoltà di Architettura di Ferrara nell’ambito del curricolo formativo del quarto anno del corso di laurea. Tale area professionalizzante ha trovato nel progetto un immediato campo di sperimentazione, in particolare nella fase dei laboratori creativi nelle scuole. I laboratori cerativi e di progettazione, fortemente differenziati in quanto ad età, scuola e organizzazione degli stessi, hanno costituito un banco di prova della stretta connessione operativa tra un approccio pedagogico esperienziale, basato sulla ricerca di nuove e integrate modalità espressive, e le competenze tecniche degli operatori. Una pedagogia della scoperta che ha visto, nella forte variabilità dei casi di intervento, la necessità di applicare una metodologia situazionale, continuamente bisognosa di accomodamenti, confronti, scambi di opinioni. L’architetto educatore è la figura, spiazzante sul piano epistemologico, che i bambini hanno incontrato nei laboratori: giovane professionista in formazione in grado di proporre soluzioni sul piano tecnico e, al contempo, di far misurare lo spazio a braccia, di annusarlo, di farlo percepire ad occhi chiusi, ascoltandone i rumori o giocando a disorientarsi, di far raccogliere materiali da riciclare e costruire plastici inaspettati.
Balzani, Marcello; Borgogni, A; FAVA A., R; Trevisani, S.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/1196903
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