Se il pensiero utopico colloca, accanto alla conquista del sapere scientifico, l’acquisizione del sapere filosofico fra le mete perseguite dalla società ideale, la ricerca estetica non è fondamentale. Questa constatazione induce a interrogarsi sull’importanza del bello e dell’arte nella progettazione utopica. Cosa sia l’arte in utopia, il quesito cui si tenterà di rispondere, apre l’indagine a varie problematiche: quale funzione svolga l’arte, quale finalità si prefigga, se vi siano scrittori che hanno teorizzato l’Arte come utopia e se il mondo utopico sia un mondo estetico. Le concezioni dell’arte in utopia si intrecciano alle dottrine estetiche che hanno segnato l’evoluzione del pensiero filosofico nella cultura occidentale. La storia dell’utopia ripercorsa attraverso la storia dell’arte rivela, negli utopisti che si pongono il problema dell’estetica, l’idea che le arti non si collocano in una sfera separata dalla società, ma implicano la partecipazione dell’artista a una particolare situazione storica e alla dinamica della vita sociale o di classe. Dalla consapevolezza dello stretto rapporto fra arte e società hanno origine la formulazione di programmi utopici e la progettazione di società ideali che coinvolgono anche l’estetica e il ruolo dell’artista. Il percorso d’indagine si articolerà attraverso una comparazione fra il ruolo dell’arte in un corpus di opere utopiche in cui viene articolato uno specifico discorso estetico, e lo sviluppo dell’estetica nelle teorizzazioni di alcuni filosofi occidentali dall’antichità alla contemporaneità . L’esame diacronico investigherà le ragioni per le quali l’utopista sceglie di esemplificare la perfezione o la corruzione del luogo altro enunciando le teorie e le prassi artistiche coltivate dai suoi abitanti. Piuttosto che manifestarsi in grandi personalità di artisti, in utopia l’arte ha origine precipuamente dalla spinta di una volontà comune ed esprime un “ethos” collettivo. La coralità dell’arte diffusa a vari livelli della cultura preserva l’ordine costituito e non consente al temperamento artistico di sviluppare tratti di genio e sregolatezza che potrebbero trasformare gli artisti in individui dalla portata eversiva. Difficile dunque ammirare capolavori in utopia, difficile incontrare grandi maestri. L’utopia teme il processo artistico nella sua essenza perché, nonostante presenti una componente tecnica, esso non è mai appreso e ripetuto meccanicamente, ma presuppone piuttosto che l’artista vi esprima una forte componente emotiva e passionale, perniciosa per la regolamentazione del mondo utopico e dunque inammissibile. Non sorprende dunque che in utopia l’arte sia sostanzialmente morale ed educativa. Eppure il didascalismo non esaurisce certo le definizioni dell’arte teorizzata e praticata nei luoghi ‘altri’ attraverso i secoli: essa rivela componenti di edonismo, di “furor estetico”, di utilitarismo, di meccanicismo, di idealismo, che assumono valenze diverse a seconda dei contesti storici in cui l’utopista opera.

Arte ed estetica in utopia

SPINOZZI, Paola
2003

Abstract

Se il pensiero utopico colloca, accanto alla conquista del sapere scientifico, l’acquisizione del sapere filosofico fra le mete perseguite dalla società ideale, la ricerca estetica non è fondamentale. Questa constatazione induce a interrogarsi sull’importanza del bello e dell’arte nella progettazione utopica. Cosa sia l’arte in utopia, il quesito cui si tenterà di rispondere, apre l’indagine a varie problematiche: quale funzione svolga l’arte, quale finalità si prefigga, se vi siano scrittori che hanno teorizzato l’Arte come utopia e se il mondo utopico sia un mondo estetico. Le concezioni dell’arte in utopia si intrecciano alle dottrine estetiche che hanno segnato l’evoluzione del pensiero filosofico nella cultura occidentale. La storia dell’utopia ripercorsa attraverso la storia dell’arte rivela, negli utopisti che si pongono il problema dell’estetica, l’idea che le arti non si collocano in una sfera separata dalla società, ma implicano la partecipazione dell’artista a una particolare situazione storica e alla dinamica della vita sociale o di classe. Dalla consapevolezza dello stretto rapporto fra arte e società hanno origine la formulazione di programmi utopici e la progettazione di società ideali che coinvolgono anche l’estetica e il ruolo dell’artista. Il percorso d’indagine si articolerà attraverso una comparazione fra il ruolo dell’arte in un corpus di opere utopiche in cui viene articolato uno specifico discorso estetico, e lo sviluppo dell’estetica nelle teorizzazioni di alcuni filosofi occidentali dall’antichità alla contemporaneità . L’esame diacronico investigherà le ragioni per le quali l’utopista sceglie di esemplificare la perfezione o la corruzione del luogo altro enunciando le teorie e le prassi artistiche coltivate dai suoi abitanti. Piuttosto che manifestarsi in grandi personalità di artisti, in utopia l’arte ha origine precipuamente dalla spinta di una volontà comune ed esprime un “ethos” collettivo. La coralità dell’arte diffusa a vari livelli della cultura preserva l’ordine costituito e non consente al temperamento artistico di sviluppare tratti di genio e sregolatezza che potrebbero trasformare gli artisti in individui dalla portata eversiva. Difficile dunque ammirare capolavori in utopia, difficile incontrare grandi maestri. L’utopia teme il processo artistico nella sua essenza perché, nonostante presenti una componente tecnica, esso non è mai appreso e ripetuto meccanicamente, ma presuppone piuttosto che l’artista vi esprima una forte componente emotiva e passionale, perniciosa per la regolamentazione del mondo utopico e dunque inammissibile. Non sorprende dunque che in utopia l’arte sia sostanzialmente morale ed educativa. Eppure il didascalismo non esaurisce certo le definizioni dell’arte teorizzata e praticata nei luoghi ‘altri’ attraverso i secoli: essa rivela componenti di edonismo, di “furor estetico”, di utilitarismo, di meccanicismo, di idealismo, che assumono valenze diverse a seconda dei contesti storici in cui l’utopista opera.
9788871466453
Utopia come genere letterario; utopismo; teorie estetiche dalle origini ai giorni nostri.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/1192010
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