L’autore commenta la riforma legislativa concernente l’istituto della restituzione nel termine per impugnare la sentenza contumaciale, muovendo dalle pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo che ne sono all’origine; viene in particolare analizzato il meccanismo di esonero dell’imputato dal provare l’ignoranza del procedimento a suo carico e il corrispondente impegno richiesto all’autorità giudiziaria. Si rilevano l’incertezza circa l’identificazione dell’atto capace di produrre la «effettiva conoscenza del procedimento» e la mancanza di correlazione tra presupposti ed effetti della restitutio in integrum, tali da lasciar permanere seri ostacoli all’ottenimento di un nuovo giudizio sulla fondatezza dell’accusa. Oggetto di approfondimento sono poi i difficili rapporti sistematici tra l’eventuale impugnazione del difensore e il gravame tardivo dell’imputato, l’ampliamento del termine per la richiesta e le questioni di diritto intertemporale. Il commento si conclude con la prospettazione di uno scenario futuribile, nel corso della quale l’autore di schiera a favore della sospensione processuale, in caso di irreperibilità dell’imputato, e contro l’eventuale introduzione dell’obbligo per lo stesso di partecipare al giudizio.

Il "diritto" del contumace alla restituzione nel termine dopo la legge 60/2005

NEGRI, Daniele
2005

Abstract

L’autore commenta la riforma legislativa concernente l’istituto della restituzione nel termine per impugnare la sentenza contumaciale, muovendo dalle pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo che ne sono all’origine; viene in particolare analizzato il meccanismo di esonero dell’imputato dal provare l’ignoranza del procedimento a suo carico e il corrispondente impegno richiesto all’autorità giudiziaria. Si rilevano l’incertezza circa l’identificazione dell’atto capace di produrre la «effettiva conoscenza del procedimento» e la mancanza di correlazione tra presupposti ed effetti della restitutio in integrum, tali da lasciar permanere seri ostacoli all’ottenimento di un nuovo giudizio sulla fondatezza dell’accusa. Oggetto di approfondimento sono poi i difficili rapporti sistematici tra l’eventuale impugnazione del difensore e il gravame tardivo dell’imputato, l’ampliamento del termine per la richiesta e le questioni di diritto intertemporale. Il commento si conclude con la prospettazione di uno scenario futuribile, nel corso della quale l’autore di schiera a favore della sospensione processuale, in caso di irreperibilità dell’imputato, e contro l’eventuale introduzione dell’obbligo per lo stesso di partecipare al giudizio.
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