La Classificazione Internazionale delle Malattie per l’Oncologia (ICD-O)1 è stata usata per circa venticinque anni, principalmente dai registri tumori, per codificare la sede (topografia) ed il tipo istologico (morfologia) delle neoplasie normalmente segnalate dai referti anatomo-patologici. Attraverso l’accordo con il Collegio dei Patologi Americani, la sezione “morfologia” dell’ICD-O è stata incorporata nella classificazione della Systematized Nomenclature of Medicine (SNOMED)2,3 come campo morfologico della sezione “neoplasie”. La seconda edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie per l’Oncologia4 edita da Costance Percy, Valerie Van Holten e Calum Muir è stata pubblicata nel 1990. La sezione “topografia” di questa terza edizione rimane la stessa della seconda edizione, che è a sua volta basata sulla sezione “neoplasie” della decima edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10)5. La sezione “morfologia” è stata tuttavia modificata in conseguenza delle nuove classificazioni nel frattempo introdotte, specialmente per le leucemie ed i linfomi, che hanno determinato variazioni nei codici, Alcuni anni fa è stata introdotta la classificazione REAL (Revised Euiropean-American Lymphoma)6 per i linfomi non-Hodgkin ed i registri tumori necessitavano di appropriati codici ICD-O per la loro codifica. Sono inoltre stati introdotti nuovi termini del sistema FAB (French-American-British)7 per le leucemie. Quando nel 1998 il gruppo di lavoro ICD-O si riunì fu inizialmente deciso di rivisitare soltanto queste due sezioni, ma la decisione finale ha in seguito optato per una revisione dell’intero sistema. La terza edizione della sezione “morfologia” dell’ICD-O è stata sottoposta a verifica durante il 1999. Siamo grati ai registri tumori di tutto il mondo per i loro commenti sul contenuto di questa edizione. Sebbene uno dei primi obiettivi degli autori sia stato il cambiare meno termini possibili, aggiungere nuovi termini qualora assenti e non riutilizzare codici assegnati in passato, questo non è stato sempre possibile. Allo scopo di mantenere uniti gruppi di entità analoghe, i codici di alcune lesioni hanno dovuto essere modificati. Inoltre la sequenza o il raggruppamento di alcuni termini potrà non apparire sempre del tutto logica a causa delle limitazioni dei codici numerici disponibili. Nello sviluppo delle precedente e dell’attuale edizione dell’ICD-O è stato compiuto uno sforzo particolare per utilizzare la nomenclatura contenuta nella serie della Classificazione Istologica Internazionale dei Tumori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), i cosiddetti “WHO blue books”8. Questa serie copre tutte le principali sedi tumorali e include i codici morfologici della seconda edizione ICD-O per ogni neoplasia. I nuovi termini morfologici aggiunti dalla pubblicazione della seconda edizione sono riportati al termine di questo volume. L’anemia refrattaria e le altre sindromi mielodisplastiche sono oggi considerate maligne; i loro codici di comportamento sono di conseguenza variati da /1 (comportamento incerto se benigno/maligno) a /3. I cistoadenomi ovarici a malignità borderline che erano stati codificati come maligni nella seconda edizione dell’ICD-O sono tornati al codice /1 nella terza edizione. A garanzia della continuità qualitativa della basi di dati dei registri si raccomanda di ricodificare con codice di comportamento /1, o in alternativa di rimuovere, tutti i cistoadenomi ovarici borderline.

Classificazione Internazionale delle malattie per l'Oncologia, terza edizione

FERRETTI, Stefano
2005

Abstract

La Classificazione Internazionale delle Malattie per l’Oncologia (ICD-O)1 è stata usata per circa venticinque anni, principalmente dai registri tumori, per codificare la sede (topografia) ed il tipo istologico (morfologia) delle neoplasie normalmente segnalate dai referti anatomo-patologici. Attraverso l’accordo con il Collegio dei Patologi Americani, la sezione “morfologia” dell’ICD-O è stata incorporata nella classificazione della Systematized Nomenclature of Medicine (SNOMED)2,3 come campo morfologico della sezione “neoplasie”. La seconda edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie per l’Oncologia4 edita da Costance Percy, Valerie Van Holten e Calum Muir è stata pubblicata nel 1990. La sezione “topografia” di questa terza edizione rimane la stessa della seconda edizione, che è a sua volta basata sulla sezione “neoplasie” della decima edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10)5. La sezione “morfologia” è stata tuttavia modificata in conseguenza delle nuove classificazioni nel frattempo introdotte, specialmente per le leucemie ed i linfomi, che hanno determinato variazioni nei codici, Alcuni anni fa è stata introdotta la classificazione REAL (Revised Euiropean-American Lymphoma)6 per i linfomi non-Hodgkin ed i registri tumori necessitavano di appropriati codici ICD-O per la loro codifica. Sono inoltre stati introdotti nuovi termini del sistema FAB (French-American-British)7 per le leucemie. Quando nel 1998 il gruppo di lavoro ICD-O si riunì fu inizialmente deciso di rivisitare soltanto queste due sezioni, ma la decisione finale ha in seguito optato per una revisione dell’intero sistema. La terza edizione della sezione “morfologia” dell’ICD-O è stata sottoposta a verifica durante il 1999. Siamo grati ai registri tumori di tutto il mondo per i loro commenti sul contenuto di questa edizione. Sebbene uno dei primi obiettivi degli autori sia stato il cambiare meno termini possibili, aggiungere nuovi termini qualora assenti e non riutilizzare codici assegnati in passato, questo non è stato sempre possibile. Allo scopo di mantenere uniti gruppi di entità analoghe, i codici di alcune lesioni hanno dovuto essere modificati. Inoltre la sequenza o il raggruppamento di alcuni termini potrà non apparire sempre del tutto logica a causa delle limitazioni dei codici numerici disponibili. Nello sviluppo delle precedente e dell’attuale edizione dell’ICD-O è stato compiuto uno sforzo particolare per utilizzare la nomenclatura contenuta nella serie della Classificazione Istologica Internazionale dei Tumori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), i cosiddetti “WHO blue books”8. Questa serie copre tutte le principali sedi tumorali e include i codici morfologici della seconda edizione ICD-O per ogni neoplasia. I nuovi termini morfologici aggiunti dalla pubblicazione della seconda edizione sono riportati al termine di questo volume. L’anemia refrattaria e le altre sindromi mielodisplastiche sono oggi considerate maligne; i loro codici di comportamento sono di conseguenza variati da /1 (comportamento incerto se benigno/maligno) a /3. I cistoadenomi ovarici a malignità borderline che erano stati codificati come maligni nella seconda edizione dell’ICD-O sono tornati al codice /1 nella terza edizione. A garanzia della continuità qualitativa della basi di dati dei registri si raccomanda di ricodificare con codice di comportamento /1, o in alternativa di rimuovere, tutti i cistoadenomi ovarici borderline.
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