Introduzione Dalla letteratura è noto che nell’adulto il lato sinistro del volto (principalmente innervato controlateralmente dall’emisfero destro) presenta una contrazione dei muscoli più marcata nelle espressioni delle emozioni, in particolare a tono edonico negativo (paura, rabbia, tristezza, etc.), suggerendo una specializzazione dell’emisfero destro per le espressioni degli stati emotivi (Borod, Koff, Yecker, Santschi, & Schmidt, 1998; Rinn, 1984). Negli ultimi 20 anni, al fine di comprendere il percorso evolutivo di questa tendenza, sono stati effettuati degli studi indagando il comportamento espressivo di infanti tra i 6 e i 13 mesi (Best & Queen, 1989; Rothbart, Taylor, & Tucker, 1989) e di neonati (Dondi, Brocadello, Tonzig, Dalla Barba, & Simion, 2002; Dondi, Tonzig, Brocadello, Simion, & Dalla Barba, in corso di stampa). Queste ricerche hanno messo in evidenza come le espressioni di tipo emozionale nel corso dei primi mesi di vita siano, invece, caratterizzate da una maggior intensità di contrazione del lato destro del volto. Questa diversa contrazione muscolare è stata interpretata mediante l’ipotesi “del gradiente di maturazione funzionale da destra verso sinistra” (Best, 1988; Best & Queen, 1989; Rothbart et al., 1989). Tale ipotesi presuppone, infatti, un’influenza di tipo inibitorio dell’emisfero destro, più maturo rispetto al sinistro in questa fascia d’età, sulle vie sottocorticali dirette all’emifaccia sinistra (Best & Queen, 1989; Rothbart et al., 1989). L’obiettivo della presente ricerca è stato 1) confermare la presenza nei neonati a termine di una tendenza a contrarre maggiormente il lato destro del volto, e 2) esplorare la presenza/assenza di asimmetrie espressive nel nato pretermine. Sulla base dell’ipotesi dell’inibizione corticale ipotizziamo infatti di mettere in evidenza una maggior contrazione muscolare sul lato destro del volto del neonato a termine e di rilevare lo stesso livello di intensità di contrazione muscolare nei due lati del volto del pretermine, considerata l’immaturità corticale che lo caratterizza. Metodo Il presente studio ha preso in esame 80 espressioni facciali, 40 a tono edonico positivo (sorrisi) e 40 a tono edonico negativo (distress) di 10 neonati a termine (39-41 settimane di età gestazionale) e di 10 neonati pretermine (32-34 settimane di età gestazionale). Nello specifico, dalle videoriprese effettuate per ogni infante sono state selezionate ed acquisite due espressioni di sorriso e due di distress. Le immagini sono state in seguito elaborate con la tecnica delle figure chimeriche, che prevedeva il taglio lungo la linea mediana dell’immagine originale del volto e della bocca, e l’unione di ogni emifaccia con la sua speculare, producendo, quindi, una chimerica sinistra-sinistra e una chimerica destra-destra (Heller & Levy, 1981; Sackeim & Gur, 1978). Dieci giudici, codificatori esperti nei sistemi MAX (Izard, 1979) e/o FACS (Ekman, Friesen, & Hager, 2002) e/o Baby FACS (Oster, in corso di stampa), hanno valutato le 160 figure chimeriche così ottenute, relative al volto intero, e 160 figure chimeriche relative alla parte inferiore del volto. Questa ulteriore analisi è stata realizzata perché i muscoli mimici che interessano la zona inferiore del volto, sono principalmente innervati controlateralmente a livello corticale, a differenza degli altri muscoli facciali che risultano invece, in larga parte, innervati bilateralmente. Risultati I risultati hanno confermato la presenza significativa di una contrazione muscolare più marcata dell’emifaccia destra nei neonati a termine. Inaspettatamente rispetto alle ipotesi, i neonati pretermine hanno mostrato una maggiore contrazione dell’emifaccia sinistra durante la manifestazione delle espressioni indagate. Inoltre, i neonati a termine sono risultati essere più asimmetrici rispetto ai pretermine. Tali risultati supportano l’ipotesi che le asimmetrie espressivofacciali infantili siano il risultato di una precoce influenza inibitoria corticale sulle vie sottocorticali. Di particolare interesse risultano i dati relativi alle espressioni facciali dei pretermine, in quanto inducono ad ipotizzare, in linea con la letteratura neuroscientifica più recente, che la diversa contrazione muscolare dei due lati del volto possa derivare dall’attività lateralizzata di alcuni centri sottocorticali che controllano l’espressività facciale.

Asimmetrie espressivo-facciali in neonati a termine e pretermine durante lo stato di sonno attivo (REM): la tecnica delle figure chimeriche

FRANCHIN, Laura
2006

Abstract

Introduzione Dalla letteratura è noto che nell’adulto il lato sinistro del volto (principalmente innervato controlateralmente dall’emisfero destro) presenta una contrazione dei muscoli più marcata nelle espressioni delle emozioni, in particolare a tono edonico negativo (paura, rabbia, tristezza, etc.), suggerendo una specializzazione dell’emisfero destro per le espressioni degli stati emotivi (Borod, Koff, Yecker, Santschi, & Schmidt, 1998; Rinn, 1984). Negli ultimi 20 anni, al fine di comprendere il percorso evolutivo di questa tendenza, sono stati effettuati degli studi indagando il comportamento espressivo di infanti tra i 6 e i 13 mesi (Best & Queen, 1989; Rothbart, Taylor, & Tucker, 1989) e di neonati (Dondi, Brocadello, Tonzig, Dalla Barba, & Simion, 2002; Dondi, Tonzig, Brocadello, Simion, & Dalla Barba, in corso di stampa). Queste ricerche hanno messo in evidenza come le espressioni di tipo emozionale nel corso dei primi mesi di vita siano, invece, caratterizzate da una maggior intensità di contrazione del lato destro del volto. Questa diversa contrazione muscolare è stata interpretata mediante l’ipotesi “del gradiente di maturazione funzionale da destra verso sinistra” (Best, 1988; Best & Queen, 1989; Rothbart et al., 1989). Tale ipotesi presuppone, infatti, un’influenza di tipo inibitorio dell’emisfero destro, più maturo rispetto al sinistro in questa fascia d’età, sulle vie sottocorticali dirette all’emifaccia sinistra (Best & Queen, 1989; Rothbart et al., 1989). L’obiettivo della presente ricerca è stato 1) confermare la presenza nei neonati a termine di una tendenza a contrarre maggiormente il lato destro del volto, e 2) esplorare la presenza/assenza di asimmetrie espressive nel nato pretermine. Sulla base dell’ipotesi dell’inibizione corticale ipotizziamo infatti di mettere in evidenza una maggior contrazione muscolare sul lato destro del volto del neonato a termine e di rilevare lo stesso livello di intensità di contrazione muscolare nei due lati del volto del pretermine, considerata l’immaturità corticale che lo caratterizza. Metodo Il presente studio ha preso in esame 80 espressioni facciali, 40 a tono edonico positivo (sorrisi) e 40 a tono edonico negativo (distress) di 10 neonati a termine (39-41 settimane di età gestazionale) e di 10 neonati pretermine (32-34 settimane di età gestazionale). Nello specifico, dalle videoriprese effettuate per ogni infante sono state selezionate ed acquisite due espressioni di sorriso e due di distress. Le immagini sono state in seguito elaborate con la tecnica delle figure chimeriche, che prevedeva il taglio lungo la linea mediana dell’immagine originale del volto e della bocca, e l’unione di ogni emifaccia con la sua speculare, producendo, quindi, una chimerica sinistra-sinistra e una chimerica destra-destra (Heller & Levy, 1981; Sackeim & Gur, 1978). Dieci giudici, codificatori esperti nei sistemi MAX (Izard, 1979) e/o FACS (Ekman, Friesen, & Hager, 2002) e/o Baby FACS (Oster, in corso di stampa), hanno valutato le 160 figure chimeriche così ottenute, relative al volto intero, e 160 figure chimeriche relative alla parte inferiore del volto. Questa ulteriore analisi è stata realizzata perché i muscoli mimici che interessano la zona inferiore del volto, sono principalmente innervati controlateralmente a livello corticale, a differenza degli altri muscoli facciali che risultano invece, in larga parte, innervati bilateralmente. Risultati I risultati hanno confermato la presenza significativa di una contrazione muscolare più marcata dell’emifaccia destra nei neonati a termine. Inaspettatamente rispetto alle ipotesi, i neonati pretermine hanno mostrato una maggiore contrazione dell’emifaccia sinistra durante la manifestazione delle espressioni indagate. Inoltre, i neonati a termine sono risultati essere più asimmetrici rispetto ai pretermine. Tali risultati supportano l’ipotesi che le asimmetrie espressivofacciali infantili siano il risultato di una precoce influenza inibitoria corticale sulle vie sottocorticali. Di particolare interesse risultano i dati relativi alle espressioni facciali dei pretermine, in quanto inducono ad ipotizzare, in linea con la letteratura neuroscientifica più recente, che la diversa contrazione muscolare dei due lati del volto possa derivare dall’attività lateralizzata di alcuni centri sottocorticali che controllano l’espressività facciale.
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