Realtà unica nel paesaggio agrario italiano, il Mezzano, 18100 ettari bonificati negli anni ’60, è caratterizzato da scarsi insediamenti umani e destinato interamente a coltivazioni intensive. La zona presenta un’estrema semplificazione paesaggistica e gli habitat semi-naturali sono limitati a fasce erbose lungo i canali artificiali e a prati ritirati dai coltivi, talora sottoposti ad interventi gestionali. Scopo dello studio è chiarire se la struttura delle comunità ad artropodi degli habitat seminaturali si differenzia da quella dei coltivi circostanti. I risultati mostrano che fattori pedologici come il contenuto in acqua e in sostanza organica non sembrano influenzare la comunità edafica, mentre più determinanti appaiono la tipologia di habitat e l’uso del territorio. La pedofauna delle aree prative infatti, a fronte di densità e diversità complessivamente non elevate, presenta maggiore ricchezza mentre le fasce vegetate evidenziano talvolta situazioni di criticità. Le comunità degli artropodi di superficie mostrano taxa comuni e differenze non significative negli indici strutturali oltre ad una similarità composizionale fra habitat della stessa tipologia. Le colture a basso impatto sembrano associate a comunità relativamente numerose e diversificate; prati e fasce vegetate possono essere talora interessati da fenomeni di degrado e semplificazione strutturale, associati a riduzioni di diversità come le aree a coltivazione intensiva.

Relazioni fra struttura delle comunità ad artropodi e tipologie di habitat nel paesaggio agricolo del Mezzano (FE)

PREVIATI, Enrico;FANO, Elisa Anna;ROSSI, Remigio;LEIS, Marilena
2005

Abstract

Realtà unica nel paesaggio agrario italiano, il Mezzano, 18100 ettari bonificati negli anni ’60, è caratterizzato da scarsi insediamenti umani e destinato interamente a coltivazioni intensive. La zona presenta un’estrema semplificazione paesaggistica e gli habitat semi-naturali sono limitati a fasce erbose lungo i canali artificiali e a prati ritirati dai coltivi, talora sottoposti ad interventi gestionali. Scopo dello studio è chiarire se la struttura delle comunità ad artropodi degli habitat seminaturali si differenzia da quella dei coltivi circostanti. I risultati mostrano che fattori pedologici come il contenuto in acqua e in sostanza organica non sembrano influenzare la comunità edafica, mentre più determinanti appaiono la tipologia di habitat e l’uso del territorio. La pedofauna delle aree prative infatti, a fronte di densità e diversità complessivamente non elevate, presenta maggiore ricchezza mentre le fasce vegetate evidenziano talvolta situazioni di criticità. Le comunità degli artropodi di superficie mostrano taxa comuni e differenze non significative negli indici strutturali oltre ad una similarità composizionale fra habitat della stessa tipologia. Le colture a basso impatto sembrano associate a comunità relativamente numerose e diversificate; prati e fasce vegetate possono essere talora interessati da fenomeni di degrado e semplificazione strutturale, associati a riduzioni di diversità come le aree a coltivazione intensiva.
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