Tutti noi utilizziamo e applichiamo la parola ripensare, anche se il termine non racchiude in sé un significato univoco e universalmente riconosciuto: in contesti differenti può assumere sembianze diverse. Ripensiamo alla vita, alle esperienze, ai sentimenti, ripensiamo a quanto sappiamo a livello teorico per poterlo applicare con utilità, ripensiamo per cercare di afferrare l’essenza delle cose, ripensiamo per affrontare un determinato problema che apparentemente ci sembra irrisolvibile. In architettura ripensiamo per migliorare un progetto che ancora non ci soddisfa pienamente. Tutte le nuove idee, grandi o piccole, incontrano un certo grado di resistenza alla loro diffusione, specialmente se presuppongono un cambio di comportamento, ma se vogliamo cambiare il modo con cui le persone si comportano, dobbiamo cambiare il modo con cui ripensiamo all’architettura, con idee semplici, nuove, giuste. Ecco allora che ripensare indipendentemente dal luogo comune, comprendere le necessità delle persone e sperimentare nuove soluzioni, riconoscere il futuro dei cambiamenti emergenti e riuscire a cavalcarli, far leva sulle risorse disponibili, diventano possibili modi per fare uscire l’architettura dalla sua autonomia dorata e inutile, e incidere veramente sulla vita delle persone in modo positivo e diffuso.

Idee per l'architettura

Rinaldi Andrea
Primo
Data Curation
2017

Abstract

Tutti noi utilizziamo e applichiamo la parola ripensare, anche se il termine non racchiude in sé un significato univoco e universalmente riconosciuto: in contesti differenti può assumere sembianze diverse. Ripensiamo alla vita, alle esperienze, ai sentimenti, ripensiamo a quanto sappiamo a livello teorico per poterlo applicare con utilità, ripensiamo per cercare di afferrare l’essenza delle cose, ripensiamo per affrontare un determinato problema che apparentemente ci sembra irrisolvibile. In architettura ripensiamo per migliorare un progetto che ancora non ci soddisfa pienamente. Tutte le nuove idee, grandi o piccole, incontrano un certo grado di resistenza alla loro diffusione, specialmente se presuppongono un cambio di comportamento, ma se vogliamo cambiare il modo con cui le persone si comportano, dobbiamo cambiare il modo con cui ripensiamo all’architettura, con idee semplici, nuove, giuste. Ecco allora che ripensare indipendentemente dal luogo comune, comprendere le necessità delle persone e sperimentare nuove soluzioni, riconoscere il futuro dei cambiamenti emergenti e riuscire a cavalcarli, far leva sulle risorse disponibili, diventano possibili modi per fare uscire l’architettura dalla sua autonomia dorata e inutile, e incidere veramente sulla vita delle persone in modo positivo e diffuso.
Rinaldi, Andrea
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