L'indagine si propone di analizzare le fattispecie di riduzione del corrispettivo rintracciabili nella disciplina del contratto di compravendita attualmente vigente nel nostro ordinamento (sia a livello del codice civile, sia nel c.d. codice del consumo, sia nel contesto della disciplina di diritto uniforme apprestata dalla Convenzione di Vienna) al fine di procedere a ricostruire i caratteri, la natura, la funzione e gli effetti che sono propri di tale mezzo di tutela, nonché a definire il suo ambito di applicazione e i rapporti che corrono fra questo e gli altri rimedi concessi all’acquirente. Il lavoro prende le mosse dall’analisi dell’evoluzione storica della riduzione del prezzo relativa alla c.d. garanzia per vizi e, partendo dalla sua progenitrice romana, dà conto dell’evoluzione che ne ha contrassegnato il rilevante ampliamento del campo di applicazione sino a consegnarci l’attuale assetto disciplinare. E ciò, non per sterile omaggio alla tradizione, ma in quanto dall’elaborazione della scienza giuridica romana e dall’analisi della lunga parabola che dalle tutele di diritto onorario si snoda sino al codice civile del 1942, alla Convenzione di Vienna del 1980 e alla direttiva 1999/44/CE, passando attraverso la sistemazione giustinianea, l’opera di Pothier, la Pandettistica e le codificazioni europee ottocentesche, vengono tratti utili indicazioni e spunti da impiegare nell’indagine del diritto positivo. Successivamente, si analizza la disciplina della riduzione del prezzo concessa sia per difetti materiali sia per difformità giuridiche dell’attribuzione traslativa, al fine non soltanto di chiarire la tipologia di effetti giuridici scaturenti dal suo esercizio e la natura giuridica dello stesso diritto del compratore di ridurre il corrispettivo, ma soprattutto di individuare un fondamento giustificativo comune alle diverse fattispecie e così ricostruire l’unitaria funzione della tutela estimatoria, pervenendo a identificarla nella proporzionale conservazione dello scambio alterato dal trasferimento di un bene non conforme. Mettendo a frutto le conclusioni raggiunte in merito alla funzione propria del rimedio e al suo fondamento giustificativo, si procede poi ad analizzare i possibili metodi di determinazione della riduzione del corrispettivo e a identificare, pur nell’incertezza del dato normativo, in quello c.d. relativo o proporzionale il criterio unitario valevole per tutte le fattispecie. La trattazione prosegue con l’analisi delle conseguenze giuridiche derivanti dall’esercizio della quanti minoris, in particolar modo indagando i profili restitutori e indennitari ad essa legati e dando conto del differente atteggiarsi degli effetti del rimedio a seconda che il corrispettivo sia o meno già stato pagato dal compratore in misura superiore all’importo risultante dalla decurtazione del prezzo originariamente pattuito. Proseguendo, nei Capitoli 4 e 5, specifica attenzione è dedicata, dapprima, all’analisi dei presupposti che consentono al compratore – in ciascuna delle fattispecie considerate – di far valere la tutela estimatoria e alla definizione dei rapporti che corrono fra questa e gli altri mezzi di tutela dell’acquirente di beni difettosi o giuridicamente irregolari; successivamente, vengono indagati i margini di cui dispone l’autonomia privata per integrare la disciplina legale nonché per derogarvi. In chiusura, si chiariscono i rapporti sussistenti fra la riduzione del prezzo e il risarcimento del danno. Dopo aver sottolineato la differente funzione svolta da ciascuno dei due mezzi di tutela, si perviene alla conferma della correttezza e dell’opportunità della scelta dei legislatori continentali e dei più recenti progetti sovranazionali di confermare l’autonomia della tutela estimatoria rispetto a quella risarcitoria.

La riduzione del prezzo nel contratto di compravendita

OLIVIERO, Francesco
2015

Abstract

L'indagine si propone di analizzare le fattispecie di riduzione del corrispettivo rintracciabili nella disciplina del contratto di compravendita attualmente vigente nel nostro ordinamento (sia a livello del codice civile, sia nel c.d. codice del consumo, sia nel contesto della disciplina di diritto uniforme apprestata dalla Convenzione di Vienna) al fine di procedere a ricostruire i caratteri, la natura, la funzione e gli effetti che sono propri di tale mezzo di tutela, nonché a definire il suo ambito di applicazione e i rapporti che corrono fra questo e gli altri rimedi concessi all’acquirente. Il lavoro prende le mosse dall’analisi dell’evoluzione storica della riduzione del prezzo relativa alla c.d. garanzia per vizi e, partendo dalla sua progenitrice romana, dà conto dell’evoluzione che ne ha contrassegnato il rilevante ampliamento del campo di applicazione sino a consegnarci l’attuale assetto disciplinare. E ciò, non per sterile omaggio alla tradizione, ma in quanto dall’elaborazione della scienza giuridica romana e dall’analisi della lunga parabola che dalle tutele di diritto onorario si snoda sino al codice civile del 1942, alla Convenzione di Vienna del 1980 e alla direttiva 1999/44/CE, passando attraverso la sistemazione giustinianea, l’opera di Pothier, la Pandettistica e le codificazioni europee ottocentesche, vengono tratti utili indicazioni e spunti da impiegare nell’indagine del diritto positivo. Successivamente, si analizza la disciplina della riduzione del prezzo concessa sia per difetti materiali sia per difformità giuridiche dell’attribuzione traslativa, al fine non soltanto di chiarire la tipologia di effetti giuridici scaturenti dal suo esercizio e la natura giuridica dello stesso diritto del compratore di ridurre il corrispettivo, ma soprattutto di individuare un fondamento giustificativo comune alle diverse fattispecie e così ricostruire l’unitaria funzione della tutela estimatoria, pervenendo a identificarla nella proporzionale conservazione dello scambio alterato dal trasferimento di un bene non conforme. Mettendo a frutto le conclusioni raggiunte in merito alla funzione propria del rimedio e al suo fondamento giustificativo, si procede poi ad analizzare i possibili metodi di determinazione della riduzione del corrispettivo e a identificare, pur nell’incertezza del dato normativo, in quello c.d. relativo o proporzionale il criterio unitario valevole per tutte le fattispecie. La trattazione prosegue con l’analisi delle conseguenze giuridiche derivanti dall’esercizio della quanti minoris, in particolar modo indagando i profili restitutori e indennitari ad essa legati e dando conto del differente atteggiarsi degli effetti del rimedio a seconda che il corrispettivo sia o meno già stato pagato dal compratore in misura superiore all’importo risultante dalla decurtazione del prezzo originariamente pattuito. Proseguendo, nei Capitoli 4 e 5, specifica attenzione è dedicata, dapprima, all’analisi dei presupposti che consentono al compratore – in ciascuna delle fattispecie considerate – di far valere la tutela estimatoria e alla definizione dei rapporti che corrono fra questa e gli altri mezzi di tutela dell’acquirente di beni difettosi o giuridicamente irregolari; successivamente, vengono indagati i margini di cui dispone l’autonomia privata per integrare la disciplina legale nonché per derogarvi. In chiusura, si chiariscono i rapporti sussistenti fra la riduzione del prezzo e il risarcimento del danno. Dopo aver sottolineato la differente funzione svolta da ciascuno dei due mezzi di tutela, si perviene alla conferma della correttezza e dell’opportunità della scelta dei legislatori continentali e dei più recenti progetti sovranazionali di confermare l’autonomia della tutela estimatoria rispetto a quella risarcitoria.
2015
978-88-243-2361-1
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