La densità urbana è sempre stata associata a una idea negativa di metropoli contemporanea come sinonimo di congestione, caos, sfruttamento indiscriminato del territorio, pessima qualità di vita. La densità può quindi divenire un grande incubo. Utilizzata correttamente può invece generare efficienza, qualità, piacere. Lavorare con la densità, infatti, vuol dire non consumare altro territorio, utilizzare al meglio le risorse esistenti, pensare lo spazio che viviamo come frammento di un insieme più gran-de. Possiamo quindi densificare la città, raggruppandola per ambiti (low carbon zone) e promuovere un suo ridisegno collegato ad elevati standard di efficienza energetica: ri-durre le distanze, le esigenze di mobilità veicolare, recuperare gli spazi inutilizza-ti, ripensare i paesaggi urbani, ridurre l’impatto energetico nell’ambiente. Densità urbana può quindi divenire sinonimo di crescita economica e sostenibilità am-bientale se pensiamo a nuove zone dove la densificazione è permessa solamente a zero emissioni. Ne beneficia il cittadino che aumenta il valore del suo immobile e la quali-tà di vita. Ne beneficia la comunità che vive una città riqualificata senza ingenti in-vestimenti. Ne beneficia il territorio risparmiato, l’ambiente più sano. Ne beneficia l’imprenditore e l’intero ciclo economico che viene rivitalizzato. Alla scala dello spazio architettonico occorre ridurre la quantità dello spazio a favo-re della sua qualità. Mancanza d’inutili ostacoli, facilità d’accesso, semplicità dei dettagli, possibilità di rapida mutazione senza condizionamenti, proiezione degli spazi verso l’esterno, sono le caratteristiche principali di uno spazio piccolo. Il progetto dell’ampliamento della sede di Trasporti Integrati & Logistica di Reggio Emilia, rappresenta un primo esempio di sperimentazione sul rapporto tra architettura, densità ed energia. Il piccolo edificio si colloca in un contesto urbano consolidato, un’area ferroviaria di interesse locale ai margini della città storica di Reggio Emi-lia. Densificare parte di quell’area migliorandone l’immagine, recuperando il luogo dal punto di vista urbano ed energetico, è l’obiettivo del progetto. L’edificio ha dimen-sioni molto limitate (circa 370 mq di superficie complessiva) ed è condizionato dalla vicinanza della sede esistente, ricavata nel 2003 dalla ristrutturazione di una vecchia officina per autobus. L’immagine complessiva è di un edificio di snello e leggero nel suo rivestimento vitreo, che cela un altro volume sotto il terreno. L’edificio risulta infatti dalla composizione di due volumi principali: - un compatto corpo a torre di dimensioni ridotte (ml 8x6 circa) disposto su tre livelli fuori terra oltre ad una terrazza. - un lungo volume ipogeo articolato dalla presenza di un patio che permette l’illuminazione naturale dei locali. Gli spazi interni risultano semplici nei dettagli: in ambienti di ridotte dimensioni occorre togliere invece che aggiungere. Pavimenti in legno di acero industriale, serra-menti in larice, pareti e soffitti bianchi e lisci nella loro finitura a gesso. Compatto fuori terra e articolato nella parte ipogea diviene quindi la soluzione compo-sitiva per la realizzazione di un edificio passivo, nel difficile contesto urbano. In-fatti pur con rapporto complessivo S/V di 0,82, non ideale per un edificio passivo, si stima un fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione di 3,9 kWh/m3anno, pari all’88% in meno di quanto previsto dalla vigente normativa (DL 311/06), ed un risparmio complessivo di 6,83 tonnellate all’anno di CO2 dovuto all’intera copertura del fabbiso-gno con energia rinnovabile.

Low Carbon Office- Un ufficio a zero emissioni di CO2

RINALDI, Andrea;DAVOLI, Pietromaria
2009

Abstract

La densità urbana è sempre stata associata a una idea negativa di metropoli contemporanea come sinonimo di congestione, caos, sfruttamento indiscriminato del territorio, pessima qualità di vita. La densità può quindi divenire un grande incubo. Utilizzata correttamente può invece generare efficienza, qualità, piacere. Lavorare con la densità, infatti, vuol dire non consumare altro territorio, utilizzare al meglio le risorse esistenti, pensare lo spazio che viviamo come frammento di un insieme più gran-de. Possiamo quindi densificare la città, raggruppandola per ambiti (low carbon zone) e promuovere un suo ridisegno collegato ad elevati standard di efficienza energetica: ri-durre le distanze, le esigenze di mobilità veicolare, recuperare gli spazi inutilizza-ti, ripensare i paesaggi urbani, ridurre l’impatto energetico nell’ambiente. Densità urbana può quindi divenire sinonimo di crescita economica e sostenibilità am-bientale se pensiamo a nuove zone dove la densificazione è permessa solamente a zero emissioni. Ne beneficia il cittadino che aumenta il valore del suo immobile e la quali-tà di vita. Ne beneficia la comunità che vive una città riqualificata senza ingenti in-vestimenti. Ne beneficia il territorio risparmiato, l’ambiente più sano. Ne beneficia l’imprenditore e l’intero ciclo economico che viene rivitalizzato. Alla scala dello spazio architettonico occorre ridurre la quantità dello spazio a favo-re della sua qualità. Mancanza d’inutili ostacoli, facilità d’accesso, semplicità dei dettagli, possibilità di rapida mutazione senza condizionamenti, proiezione degli spazi verso l’esterno, sono le caratteristiche principali di uno spazio piccolo. Il progetto dell’ampliamento della sede di Trasporti Integrati & Logistica di Reggio Emilia, rappresenta un primo esempio di sperimentazione sul rapporto tra architettura, densità ed energia. Il piccolo edificio si colloca in un contesto urbano consolidato, un’area ferroviaria di interesse locale ai margini della città storica di Reggio Emi-lia. Densificare parte di quell’area migliorandone l’immagine, recuperando il luogo dal punto di vista urbano ed energetico, è l’obiettivo del progetto. L’edificio ha dimen-sioni molto limitate (circa 370 mq di superficie complessiva) ed è condizionato dalla vicinanza della sede esistente, ricavata nel 2003 dalla ristrutturazione di una vecchia officina per autobus. L’immagine complessiva è di un edificio di snello e leggero nel suo rivestimento vitreo, che cela un altro volume sotto il terreno. L’edificio risulta infatti dalla composizione di due volumi principali: - un compatto corpo a torre di dimensioni ridotte (ml 8x6 circa) disposto su tre livelli fuori terra oltre ad una terrazza. - un lungo volume ipogeo articolato dalla presenza di un patio che permette l’illuminazione naturale dei locali. Gli spazi interni risultano semplici nei dettagli: in ambienti di ridotte dimensioni occorre togliere invece che aggiungere. Pavimenti in legno di acero industriale, serra-menti in larice, pareti e soffitti bianchi e lisci nella loro finitura a gesso. Compatto fuori terra e articolato nella parte ipogea diviene quindi la soluzione compo-sitiva per la realizzazione di un edificio passivo, nel difficile contesto urbano. In-fatti pur con rapporto complessivo S/V di 0,82, non ideale per un edificio passivo, si stima un fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione di 3,9 kWh/m3anno, pari all’88% in meno di quanto previsto dalla vigente normativa (DL 311/06), ed un risparmio complessivo di 6,83 tonnellate all’anno di CO2 dovuto all’intera copertura del fabbiso-gno con energia rinnovabile.
2009
energia; architettura; carbon zero; densità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/1379560
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